CELEBRATI
I CENTOCINQUANT'ANNI DI ITALIA... MA DI COSA?!
Come
tutti ben sappiamo, la nostra amata Italia ha celebrato i suoi centocinquanta
an ni…
si, ma di cosa?
Parliamo di unificazione.
La grande spedizione del rivoluzionario Garibaldi con i suoi Mille.
Quei mille vestiti con la famosa camicia rossa e uniti da un forte
senso di collettività.
Ma a distanza di un secolo e mezzo come si presenta lo stivale italiano?
Qui si apre uno scenario che forse il “nostro” Giuseppe
non si sarebbe immaginato.
Una penisola tornata divisa sotto diversi punti di vista. Partiamo
in primis da quello politico, presentando quindi il nostro modello
chiamato democratico, (che poi tanto democratico non è) diviso
in destra e sinistra. Una continua battaglia tra i due schieramenti,
seguita da lunghe campagne elettorali e alcune volte da “misteriosi”
sotterfugi.
Se volessimo invece parlare del rapporto tra i cittadini noteremmo
subito una sottile linea segnata ancora dal non rispetto e dall’individualismo
che non fa altro che allontanarci l’uno dall’ altro.
Allargando il discorso all’ambito economico si osserva una
economia in mano alle grandi multinazionali e gestita guardando
non all’interesse collettivo ma soltanto a quello privato,
che quindi porta a ulteriori divisioni.
Dopo questi esempi, viene spontaneo porsi alcune domande.
Oggi, quanti italiani si sentono veramente fieri di essere italiani?
E’ facile studiare le pagine di storia che parlano dello sbarco
a Marsala dei Mille ed è altrettanto semplice dire: "si,
sono italiano/a".
Quanti sentono veramente l’importanza di questa ricorrenza?
Ovviamente la massiccia pubblicità che i media hanno offerto
per l’occasione non è stata da poco, infatti, con grande
successo ha ben lavorato sulle nostre menti, convincendoci sempre
più di essere felicemente italiani. Quelle grosse bandierone
tricolori che sventolavano dallo schermo del televisore non richiamavano
affatto quel movimento vittorioso di persone verso una tanta sospirata
e attesa unificazione, ma piuttosto parevano più una cornice
di un triste quadro della situazione. Tre colori che invece di rappresentare
un popolo che mirava ad avere Giustizia, Uguaglianza, Fratellanza,
(tre obiettivi senza i quali non ci può essere Dignità,
Democrazia e Prosperità) mostrano un Italia sempre più
legata alle apparenze.
Spesso ci sentiamo italiani solo in certi contesti, un esempio che
subito viene in mente è quel lasso di tempo in cui si svolgono
i mondiali di calcio. Ecco, in questa occasione, ogni singolo cittadino
si traveste come un clown tricolore e abbraccia con grande entusiasmo
qualsiasi altro suo simile (rigorosamente italiano però!).
Oppure
siamo veramente italiani quando offesi ci sentiamo colpiti nell’orgoglio.
Molte persone elogiano l’Italia come fosse un paradiso terrestre:
ricca di storia, ricca di luoghi incantevoli e con il primato nel
campo gastronomico. Senza dubbio, in quanto italiana, posso dire
che anch’io la penso così. Ma è anche vero che
mettendomi una mano oltre che sul cuore (come vuole il nostro inno)
sulla coscienza, mi rendo conto cheil senso di appartenenza non
viene subito così spontaneo e, visto il corso degli eventi,
penso che sempre meno italiani siano così felici di essere
tali.
Forse sarebbe arrivato il momento di riflettere su che cosa festeggia
realmente questa ricorrenza e non sfruttarla solo a proprio piacimento
per un discorso economico o politico.
Dovrebbe invece risvegliare in noi un vero patriottismo che, anche
grazie a questo evento, ci faccia sentire tutti uniti, creando un
sentimento che superi le barriere della politica,
delle classi sociali e dei confini geografici.
Claudia Santi,
Istituto BESTA, Milano
I consigli della redazione
Ecco
un paio di siti che si occupano dell'anniversario dando notizie,
spunti di riflessione e appuntamenti:
- http://www.centocinquantanni.it/
- http://www.italia150.it/
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