ARMINIO: DOPO DUEMILA ANNI ANCORA SIMBOLO DELL'ORGOGLIO DEL POPOLO GERMANICO

Duemila anni sono passati da quando il generale Publio Quintilio Varo e le sue tre legioni furono clamorosamente sconfitte dall’esercito di ribelli germani guidato da Arminio, nella battaglia della foresta di Teutoburgo.
Era il 7 d.C. quando Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto decise di attuare una spedizione di conquista verso i fieri territori germanici.
Inviarono il generale Publio Quintilio Varo, il quale, ignorando le istruzioni del potere politico di agire con diplomazia, trattò i germani come se fossero dei sudditi pronti ad asservirsi a Roma.
A capo della tribù germanica dei Cherusci, con l’aiuto dei Bructeri, dei Sigambri, degli Usipeti dei Marsi e di molti altri, vi era Arminio, un fiero generale germanico che aveva anche servito per cinque anni nell’esercito romano, divenendo luogotenente.
Arminio quindi decise di tradire il suo vecchio esercito in favore del suo popolo e tra il 9 e l’11 settembre dell’anno 9 d.C. attaccò l’esercito di Varo nella famosa Foresta di Teutoburgo, nella bassa Sassonia.
Varo, a capo di 3 legioni, 3 ali di cavalleria e 6 coorti di fanteria, si spinse verso la foresta, completamente ignaro che Arminio stesse tramando un’imboscata contro di lui.
La battaglia fu disastrosa per Varo, tutte e tre le legioni furono annientate e il generale decise quindi di suicidarsi.
Arminio tagliò dunque la testa a Varo e la spedì ad Augusto il quale pronunciò la famosa frase: “Varo, Varo, ridammi le mie legioni”, anche se ormai le legioni non esistevano più.
Arminio venne considerato eroe nazionale e spesso venne ripreso, in bene (per esempio da Martin Lutero) e in male (per esempio da Adolf Hitler), per esaltare il popolo germanico.
Duemila anni sono ormai passati e la statua di questo eroico personaggio si erge ancora nella Westfalia come simbolo dell’orgoglio del popolo germanico che ha saputo resistere all’invincibile esercito romano sia a Teutoburgo sia nella battaglia minore di Carnuntum.
La scelta di scrivere questo articolo non è solo per la mia profonda ammirazione per il popolo germanico, ma è anche per contribuire a infondere nella gente di oggi quello spirito di sacrificio di un uomo che decise di abbandonare un esercito, che gli avrebbe dato tutto, in favore del suo popolo, del suo ideale, voltando le spalle alla “scelta razionale” per accogliere a braccia aperte quella irrazionale, istintiva, che trasforma gli uomini in eroi.

Manuel De Palma, Istituto BESTA, Milano

I consigli della redazione

Un racconto dettagliato della battaglia di Teutoburgo si può trovare nel libro di Bocchiola Massimo e Sartori Marco: Teutoburgo. La grande disfatta delle legioni di Augusto, editore Rizzoli (collana Storica), prezzo 22,00 euro;
http://www.teutoburgerwald.de/: è il sito ufficiale della foresta di Teutoburgo, dove si possono trovare anche notizie a carattere storico.

 

 



























 

 

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