| SUDAN:
UNA TRAGEDIA CHE DURA DA PIÙ' DI 50 ANNI
Il Sudan è il più grande stato africano,
ma le vicende di questo Stato, in Occidente, non sono mai state
rese note. Da più di 50 anni si sta combattendo una lunga
e sanguinosa guerra (la più lunga del Novecento).
Tuttavia pochi qui ne sanno qualcosa, anche per colpa dei media
che non le attribuiscono alcuna importanza. Forse è "volutamente"
sconosciuta, dato che si tratta una jihad : il Nord è arabo
e musulmano, il Sud nero, animista e cattolico.
Il conflitto è iniziato negli anni Cinquanta ed è
proseguito quasi ininterrottamente sino ad ora.
Quando, nel 1983, lo Stato ha preteso di estendere la shari'a su
tutto il territorio nazionale, le popolazioni del Sud hanno rifiutato.
Da questo rifiuto è nato un sistematico genocidio operato
attraverso raid aerei e attacchi terrestri sui civili, sia bombardando
scuole, villaggi, chiese e ospedali, sia attraverso esecuzioni di
massa e deportazioni.
Fino ad ora gli unici interventi per denunciare questa situazione
sono stati fatti dalla chiesa e dagli Stati Uniti.
Il bilancio delle vittime di questa guerra santa è stato
calcolato da Amnesty International nel Rapporto Annuale del 2001
che recita : "Alla fine del 2000 la guerra civile è
costata la vita a quasi 2.000.000 di persone ed è stata la
causa dello sfollamento forzato di altre 4.500.000 di persone".
Gli orrori causati da questa jihad vanno a colpire anche i pochi
aiuti umanitari che arrivano sino a lì bombardando le piste
di atterraggio dove questi arrivano e interrompendo con attacchi
armati anche le distribuzioni da parte dell'ONU.
La gravità della situazione è data anche dal fatto
che nel Sud vi sono solo 10 medici (dei quali solo 4 sono dottori)
che dovrebbero soddisfare le esigenze di 3.000.000 di persone.
Ogni anno le esportazioni di petrolio portano nelle casse dello
Stato circa 400 miliardi di dollari che vengono usati unicamente
per coprire le spese della jihad che nel Sud fa stragi di cristiani
e animisti.
In maggio, incredibilmente, proprio il Sudan viene eletto membro
della Commissione dei diritti umani dell'ONU insieme a Cuba, Cina,
Libia e Vietnam (altri grandi protettori delle libertà),
escludendone così per la prima volta in 50 anni gli Stati
Uniti.
Come se non bastasse, il 27 luglio, mentre a Durban (Sudafrica)
si tiene la conferenza delle Nazioni Unite su razzismo e schiavismo
(dove paesi islamici e comunisti accusano Stati Uniti e Israele)
l'aeronautica di Khartoum bombarda ripetutamente i villaggi della
diocesi cattolica di Torit colpendo le abitazioni e le chiese proprio
la domenica mattina all'ora della messa.
Suscitano
poi enorme scandalo le parole del vicepresidente sudanese Ali Osman
Taha pronunciate mentre arringava la folla di mujahidin in partenza
per il Sud per massacrare i "cani infedeli" e per rapire
decine di donne e venderle come schiave: "La jihad è
la nostra strada, non l'abbandoneremo e terremo alta la sua bandiera".
I bilanci degli ultimi attacchi sono sconvolgenti: nel raid aereo
del 7 ottobre 2001 sono stati uccisi 18 bambini e 8 sono stati feriti.
Tra il 23 e il 26 ottobre sono stati ammazzati 93 civili e catturati
85 tra donne e bambini per essere resi schiavi. Il 5 novembre sono
stati ritrovati tra le macerie 21 cadaveri e 113 persone mancavano
all'appello; difficilmente saranno riviste.
Queste persone avevano la sola colpa di non aver accettato "l'arabizzazione"
e "l'islamizzazione" forzata.
Tuttavia tra tanta indifferenza qualcuno si sta muovendo: la Christian
Solidarity International ha liberato dalla schiavitù 4.041
sudanesi neri del Sud.
Anche dai loro racconti traspare un trattamento a dir poco disumano:
il 75% delle ragazze con più di 12 anni è stato violentato
da più persone, più del 90% ha subito altri abusi,
nel più dell'80% dei casi c'è stata una conversione
forzata all'Islam.
Questo è definito un paese con un Islam moderato.
Matteo Zoppi, Liceo Classico BERCHET, Milano
I consigli della redazione
Chi volesse approfondire il tema delle persecuzioni anticristiane
in vari paesi del mondo, fra cui il Sudan, che fanno ogni anno migliaia
di vittime, può leggere il recente libro del giornalista
Antonio Socci, dal titolo I nuovi perseguitati. Indagine sull'intolleranza
anticristiana nel nuovo secolo del martirio, ed. Piemme
oppure può trovare molte notizie sulla situazione sudanese
ai seguenti indirizzi:
www.amnesty.it/ (il sito di
Amnesty International, sezione italiana)
www.alleanzacattolica.org
(contiene fra l'altro il Rapporto 2000 sulla libertà religiosa
nel mondo a cura dell'Aiuto alla Chiesa che soffre)
www.hrw.org (sito in lingua inglese
dell'ong Human Rights Watch, osservatorio permanente sulle violazioni
dei diritti umani)
www.csi-int.ch/ (sito di Christian
Solidarity International)
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