STORIA: VERA O FALSA? DI’ LA TUA


Questo mio intervento scatenerà senza dubbio polemiche, diffidenze, ecc., senza dimenticare che mi bollerete subito come un fascista revisionista. Ebbene pensate come volete, ma NON è COSI.
Penso che sia interessante sapere, oltre alla giusta commemorazione della Shoà, anche qualcosa in più sulla nostra storia nazionale, come la guerra civile del 1943-1945. Anche se il mito della Resistenza ha a lungo negato l'esistenza dell'altro fronte, è ormai innegabile che l'altro fronte (che nelle scuole studiamo come formato da una congrega di satanici assassini) sia esistito.
E sarebbe anche giusto iniziare a rompere il muro che indica i vinti come il male assoluto. Perché è proprio dagli eredi di quel "male assoluto" che siamo oggi in parte governati. Anche se Fini rinnega il suo passato e la gente applaude (non tutti, basta guardare quanta gente raccoglie attorno a sé Alessandra Mussolini), egli viene da lì. Ma non solo a destra rinnegano, anche a sinistra... Per i DS oggi, l'epiteto comunista sta diventando un'offesa.
Ma non è su questo argomento che mi voglio dilungare. Cosa sapete, sappiamo, della guerra civile? della Resistenza? della RSI? Quello che i libri passano è che la prima fu giusta e la seconda sbagliata, senza approfondire le ragioni della parte "sbagliata" ma solo enfatizzando all' estremo la parte "giusta". Ma in un mondo così democratico (mi riferisco all'occidente, in cui viviamo), che tanto teniamo a sbandierare, si può giudicare senza sapere? Penso di no. In Italia i partigiani furono 2-300.000. Tanti sì, ma pochi rispetto ai 44.000.000 di abitanti dell'allora Regno d'Italia. Che cosa volevano veramente i partigiani? Importare la democrazia (con le armi…!) o costituire una repubblica comunista come l’URSS? E i fascisti? Avevano la smania perversa di sostenere gli aguzzini nazisti o erano animati dalla volontà di riscattare l'onore di un paese capitolato per saltare sul carro del vincitore e non perché impossibilitato a combattere? (senza dimenticare che i campi di concentramento furono scoperti solo il 23 gennaio ‘45, giorno della commemorazione della Shoà). Ci sono molti libri di generali americani che hanno combattuto contro i fascisti, ma che hanno apprezzato il loro sacrificio per l'amore alla Patria!
Bene, spero che queste parole bastino a provocare reazioni da parte di qualcuno interessato a rispondere su questo argomento che, da qualunque parti lo si voglia vedere, deve appassionarci: è la nostra storia, tragica per chi ha dei morti da ricordare; è la storia d'Italia e gli Italiani devono sapere quale prezzo di sangue è costata l'Italia, perché quando si è in guerra la gente si uccide. Tutti uccidono, rossi o neri che siano. Eppure solo i crimini dei secondi (spesso gonfiati) sono passati alla storia, e senza volutamente sfiorare il tema foibe dove i democratici comunisti partigiani titini uccidevano la gente solo perché era italiana (una specie di olocausto contro di noi da parte dei "liberatori"). Spero che si riesca a rompere la coltre di omertà che da 60 anni circonda questo argomento. I morti non sono di serie A o B. Questa è una democrazia. Eppure c'è qualcuno che sembra avere paura di dirci la verità, come se sapendo la verità si possa intaccare l'ideologia resistenziale... Non penso che questo possa avvenire, a meno che, sapendo cosa realmente successe, sapessimo ciò che alcuni ventilano, ma che non si può dire: che i "giusti" furono più feroci e brutali dei "demoni".

Riccardo Tordela, Liceo Classico BERCHET, Milano


I CONSIGLI DELLA REDAZIONE

Chi volesse approfondire il tema della Resistenza e anche dell’immediato dopoguerra può consultare i seguenti testi, una piccola parte dell’enorme bibliografia esistente sull’argomento:
Aurelio Lepre, La storia della repubblica di Mussolini, Mondadori 1999
Romolo Gobbi, Una revisione della Resistenza, Bompiani 1999
Gianni Oliva, I vinti e i liberati. 8 settembre 1943 – 25 aprile 1945, Mondadori, 1994
Gianni Oliva, La repubblica di Salò, Giunti 1997
Gianni Oliva, La resa dei conti, Mondadori, 1999
Gianni Oliva, Foibe. Le stragi negate degli italiani della Venezia Giulia e dell'Istria, Mondadori 2002
Gianni Oliva, Le tre Italie del 1943. Chi ha veramente combattuto la guerra civile, Mondadori 2004
Giampaolo Pansa, Il gladio e l'alloro. L’esercito di Salò, Mondadori 1991
Giampaolo Pansa, Il sangue dei vinti, Sperling & Kupfer 2003
Claudio Pavone, Una Guerra Civile. Saggio storico sulla moralità nella resistenza,
Bollati-Boringhieri, 1991
Claudio Pavone, Alle Origini della Repubblica
, Bollati Boringhieri 1995
Santo Peli, La Resistenza italiana, Einaudi 2004
Gian Enrico Rusconi, Resistenza e postfascismo,Il Mulino 1995
Guido Rumici, Infoibati, Mursia 2002
Per chi fosse interessato invece alla narrativa e alla memorialistica, fra la cospicua letteratura resistenziale consigliamo i romanzi di Beppe Fenoglio (Il partigiano Johnny e I ventitré giorni della città di Alba, entrambi pubblicati da Einaudi), le opere di Cesare Pavese, come La casa in collina e La luna e i falò (Einaudi), I sentieri dei nidi di ragno di Italo Calvino (sempre Einaudi), Fausto e Anna e La ragazza di Bube di Carlo Cassola (pubblicati da Mondadori), mentre per la guerra civile vista dai “ragazzi di Salò” l’opera più significativa è A cercar la bella morte di Carlo Mazzantini, uscita nel 1986 per Marsilio.
In rete http://www.resistenzaitaliana.it è un sito ricchissimo di materiali, anche sugli aspetti più bui della guerra civile (per es. Malga Porzus o le “foibe”), altri materiali sono sul sito http://www.novecento.org/novecento.htm, progettato e gestito dalla Commissione Didattica dell' Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia.
Un lavoro didattico, intitolato “Il tempo delle scelte: 1943-1945” e realizzato dal Liceo Grassi di Savona, si trova al seguente ’indirizzo:
http://www.liceograssi.it/storia del novecento/dossier on line.htm

 

 

 

 



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