LA
RESISTENZA DELLA PAROLA SCRITTA
Il mondo odierno, stordito da troppi suoni
ed immagini, ha perso il senso ed il valore che un testo scritto
può racchiudere.
L’uomo contemporaneo, circondato dai mass media e dalle nuove
tecnologie, che fomentano superficialità e banalità,
è spinto a ricercare divertimento e piacere in quelle che
sono le nuove attrazioni.
Si preferisce ormai l’oralità alla scrittura, perché
quest’ultima risulta troppo impegnativa ed elaborata.
Nei rari casi in cui viene ancora utilizzata essa si riduce a stupidi
romanzi infantili dove non si cerca di far riflettere il lettore
su se stesso e ciò che lo circonda, ma lo si spinge solo
conformarsi a luoghi comuni e facili sentimentalismi, senza promuovere
alcuna analisi critica.
La saggistica ed i grandi classici vengono ormai percepiti come
noiosi e lontani dalla nostra società e anche lo scrittore
accetta questo cambiamento non andando più controcorrente,
ma limitandosi ad assecondare il lettore, presentandogli letture
poco impegnative che diventano più un passatempo che una
vera e propria riflessione sulla vita.
Andrea Chiesa , Daniela Lo Presti e Greta Leone,
Istituto BESTA, Milano
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