MICHAEL
JACKSON: IL CORAGGIO DI VIVERE OLTRE IL LIMITE
Scrivere
di Michael Jackson è difficile, perché sono tante
le cose da dire.
Una vita così forse nessuno l’ha mia vissuta. In molti
nemmeno hanno il coraggio di sognarla.
E’ stato il simbolo di più generazioni, stabilendo
record che nessun altro è finora riuscito a superare.
Ricevette il premio di artista pop maschile del millennio, fu inserito
ben due volte nell’ambitissima Hall of Fame accanto ad Elvis
Presley e Jerry Lewis, tre dei suoi album furono nella lista dei
500 migliori secondo Rolling Stone, di cui Thriller al primo posto.
Sono solo alcuni esempi, ovviamente.
Iniziò la sua carriera all’età di soli cinque
anni, con i Jackson Five, insieme ai suoi fratelli.
Tempo qualche anno ed intraprese una carriera solista, vendendo
fin da subito moltissimi dischi.
La svolta definitiva arrivò però con Thriller. L’album
più venduto di sempre. Rimase nella top ten della Billboard
200 per ben 80 settimane consecutive, di cui 37 alla prima posizione.
Insomma, un capolavoro destinato a diventare leggenda.
Ebbe la straordinaria capacità di dare una svolta alla musica.
Trasformò dei semplici videoclip musicali in vere e proprie
storie, che tenevano incollate le persone alla televisione per vedere
come andassero a finire: insomma, come accade nei film.
Inventò il moonwalk, storico passo che tutti, famosi e gente
comune, cerca ancora oggi di imitare.
Ricevette un premio dall’allora Presidente degli Stati Uniti
Ronald Reagan per il suo impegno nel sociale, contro l’alcol
e la droga.
In seguito poi incise, insieme a Lionel Richie, We are the world
contro la fame in Africa, a cui presero parte quarantacinque tra
gli artisti più importanti al mondo. Diventò uno dei
singoli più venduti nella storia della musica.
Insomma, sembrava che qualsiasi cosa sfornasse fosse destinata a
diventare oro.
Inevitabilmente tutta questa fama portò però dei problemi.
Odiava crescere, perché quando si diventa grandi si smette
di sognare, forse si smette addirittura di averne il permesso. Lui
si autodefiniva Peter Pan.
La libertà di sognare è qualcosa a cui lui non vuole
rinunciare per nulla al mondo.
Cercò di avere un’infanzia, che la fama gli aveva negato,
comprando l’enorme ranch Neverland, in California, un vero
e proprio parco dei divertimenti per accogliere bambini malati e
bisognosi.
Insomma, una pura opera di carità.
Ma questo suo passare parecchio, a detta di molti troppo, tempo
con i bambini, inizio a insospettire molte persone e agli inizi
degli anni Novanta gli causò non pochi problemi, come l’accusa
di abuso sessuale. Nessuno sa se sia vero o no, ma certo è
che molti ambivano anche solo a un millesimo dei suoi soldi, e che
lui era molto fragile.
Ci si chiede come una persona con a cuore i problemi del mondo possa
fare una cosa del genere.
Comunque viene scagionato da tutte le accuse, ma ne rimarrà
profondamente scosso per il resto della sua vita.
Altri problemi però iniziano ad affiorare, come la sua bancarotta,
che lo portò addirittura a vendere l’enorme ranch di
1400 ettari.
Ogni cosa che fa viene monopolizzata dai media, che non possono
non sfruttare le difficoltà che si sono venute e crearsi
nel corso degli ultimi tempi.
Eccolo, l’inevitabile declino di una leggenda.
Toccò le vette più alte del paradiso per poi precipitare
dritto all’inferno. Diventò l’ombra di se stesso,
ciò che gli altri volevano che fosse.
Per accontentare i sogni dei propri fans mise da parte i propri.
Nonostante ne avesse realizzati tanti, sicuramente ne aveva tanti
altri nel cassetto.
Organizza così un tour che nel 2009 doveva portarlo alla
ribalta, mostrando al mondo che era
ancora in grado di dare ciò che il pubblico chiedeva.
Ma ancora una volta il destino è contro di lui, e pochi giorni
prima dell’inizio del suo tour mondiale, Michael Jackson muore.
I fan non ci credono, c’è chi crede sia uno scherzo
dei media. Sembra impossibile.
Il dolore anche da parte delle star internazionali, tutte quante
molto affezionate a lui.
Insomma, parliamo di Michael Jackson.. un uomo che tutti quanti
credevano letteralmente immortale.
Era più probabile l’avvento di una terza guerra mondiale,
piuttosto che la sua morte. Ma si sa,
che nella vita accade sempre l’impensabile.
Tante le oscurità sulla sua morte, pare che sia stato il
suo medico ad ucciderlo.
Con la sua scomparsa le vendite dei suoi album tornano al vertice
delle classifiche, e tutti i debiti da migliaia di dollari che aveva
accumulato vengono risanati con la vendita dei suoi cimeli.
Comunque, ciò che Michael Jackson creò è impossibile
descriverlo.
Ognuno di noi è cresciuto con le sue note, che ora abbia
sessant’anni o quindici.
Nonostante la sua vita travagliata, il mondo lo ricorderà
per sempre come un uomo unico, come il Re del Pop.
Giulia Violante, Istituto BESTA, Milano
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