| PACE E
GUERRA: ALCUNE DOMANDE A PARTIRE DALLA STORIA
Propongo a tutti
un articolo un po' diverso dal solito: fatto di domande e non di
risposte. Le risposte, che non possiedo, le chiedo a tutti coloro
che credono di poter risolvere i miei interrogativi.
Premetto che con queste righe non voglio lanciare nessuna provocazione,
ma sento realmente il bisogno di ricevere chiarimenti sulle questioni
che seguono:
1) Si susseguono incessanti manifestazioni per la pace e i partiti
della sinistra accusano l'America soprattutto di aver attaccato
l'Iraq senza l'avallo dell'ONU. Gli stessi partiti, che ora affermano
ciò, nel 1999 avevano diretto i bombardamenti in cui le bombe
dell'esercito italiano erano cadute su Belgrado senza né
il consenso dell'ONU, né del Parlamento italiano (fatto ancora
più grave). Perché nel 1999 non ci furono proteste
quando l'attacco era diretto addirittura da una parte politica senza
l'avallo di nessuno degli organi che ora quelle stesse persone invocano
davanti al consolato americano?
2) Saddam, in 20 anni, ha fatto morire 2 milioni di persone (tra
cui 500000 bambini) in guerre, repressioni e comprando armi invece
di cibo e medicine. Dopo Hitler è stato l'unico uomo (oltre
a Milosevich), che ha avuto la brillante idea di ristabilire i campi
di sterminio, dove sono stati gasati più di 5000 prigionieri.
Il programma politico di Saddam prevedeva un finanziamento di 25000
dollari alle famiglie dei kamikaze che si immolano contro il nemico
occidentale. Come si può tollerare una così grande
insofferenza verso la democratica America quando la dittatura di
Saddam è/era uno dei più spietati regimi totalitari
della Storia moderna? Per quanto tempo gli abitanti dell'Iraq avrebbero
dovuto sopportare la dittatura di un capo di stato che ha affermato
di avere come modello assoluto il personaggio di Hitler? 
3) C'è molto antiamericanismo nell'aria: non sarebbe il caso
di rendere un po' di riconoscenza al popolo che ha deciso di mandare
al massacro molti suoi giovani per liberare il nostro paese dall'occupazione
tedesca nel 1943/45? Abbiamo già dimenticato gli aiuti economici
in grano, carbone, viveri, medicinali e soldi, per favorire la rinascita?
4) Invasione sovietica (espansionista) ai danni dell'Afghanistan:
5 milioni di vittime (morti, feriti e profughi), ma neanche un pacifista
in piazza; invasione americana contro il terrorismo dell'Afghanistan:
5 mila vittime (mille volte meno), infinite proteste, perché?
Morire sotto una bomba americana è più doloroso che
morire sotto una bomba russa? O forse molti "pacifisti"
protestano per partito preso contro qualsiasi forma di violenza
che non sia portata avanti dalla loro parte politica?
5) Nel 1939, quando Hitler e Stalin invasero insieme la Polonia
(la Russia invase anche Lettonia, Estonia, Lituania e Finlandia),
i pacifisti protestarono contro i governi anglo-francesi che avevano
dichiarato guerra ai nazisti. I comunisti francesi incitarono alla
"disobbedienza" i loro compatrioti attaccati da Hitler.
La guerra divenne "giusta" e "di liberazione"
solo quando Hitler attaccò Stalin, perché?
6) La seconda guerra mondiale iniziò precisamente con la
dichiarazione di guerra dei francesi ai tedeschi, che avevano già
invaso moltissimi paesi europei tra cui l'Austria, la Cecoslovacchia
e la Polonia. Ma perché i francesi diedero l'occasione ai
tedeschi di invadere ben tre stati? Perché non dichiararono
guerra alla prima invasione nazista? La Francia è sempre
stata un paese attento all'opinione pubblica e, date le manifestazioni
pacifiste che dilagavano in tutto il paese, il parlamento di Parigi
dovette attendere che la situazione fosse a dir poco tragica per
intervenire. Forse se avesse agito prima non avrebbe permesso al
nazismo di mettere in atto i tremendi crimini che poi la Storia
ha portato alla luce
In questo caso sarà stato giusto
manifestare per la "pace"?
7) Lenin diceva: "il pacifismo è paccottiglia da filistei
e da preti", il Che Guevara (credo in buona fede) difendeva
le repressioni antioperaie dell'Europa dell'est e aveva creato una
sorta di lager per parenti (anche bambini) di oppositori. Perché
queste cose si sanno così poco? Forse perché la storia
la scrivono solo certe persone che preferiscono mettere in luce
gli errori dell'opposto schieramento politico?
8) Perché a fianco delle bandiere della pace ho visto anche
le bandiere di quasi tutti i partiti della sinistra? Che senso ha?
Non credo che la pace sia un sentimento tipico né della destra
né della sinistra, ma dell'uomo in generale, allora perché
questo fastidioso accostamento? Dobbiamo
strumentalizzare anche questo simbolo? Vorrei aggiungere che rincorrere
un ideale di pace è la cosa più nobile che l'uomo
possa fare e sicuramente molti di coloro che nei giorni scorsi hanno
manifestato portavano in sé un autentico ideale. Bisogna
però tener conto che "pace" significa serenità,
concordia fra i diversi popoli, sviluppo collettivo: ciò
non è possibile in una dittatura. Come recita una bandiera
che ho visto appesa a un balcone: "con Saddam non c'è
pace"! La pace, quella vera, va costruita giorno dopo giorno,
partendo dal proprio piccolo: è chiaro che non ha senso appendere
la bandiera della pace e poi andare a far del male al proprio vicino
di casa!
In conclusone: va benissimo essere pacifisti, ma invito tutti ad
avere anche un po' di consapevolezza e a non inseguire uno stereotipo
astratto di luoghi comuni e belle parole, andiamo oltre l'apparenza
e le frasi fatte, solo così la pace, quella vera, si può
costruire in modo duraturo e concreto!
Giulio Ravizza, Liceo Scientifico SEVERI, Milano
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