ESSERE
CIÒ CHE NON SI È: BULLISMO AL FEMMINILE
Se prima erano di moda le baby gang maschili, adesso anche le ragazze
si danno da fare per mettere in mostra i muscoli. Infatti, in diverse
scuole italiane si sono verificati atti di bullismo, e, fatto ancora
più sconcertante, essi hanno riguardato la fascia di età
di ragazzine frequentanti le scuole elementari e le scuole medie,
anche se le scuole medie superiori hanno la loro buona percentuale
di atti di bullismo, soprattutto in quest’ultimo anno: si
inizia dunque ad età assai precoce sei anni appena.
Ovviamente in tutti i casi le ragazze che hanno praticato atti di
bullismo non erano motivate, se non dalla ricerca di uno sfogo o
dal desiderio di divertimento. Questa ragazze, indubbiamente molto
maschili, non rinunciano alla loro femminilità; ciò
che si sa di queste persone profondamente egocentriche e “disturbate”
è che sono irriconoscibili, in quanto etichettate come “brave
ragazze”. Fortunatamente non è l’abito a fare
il monaco, e spesso è possibile identificarle da piccoli
atteggiamenti che molto probabilmente non sanno di mostrare a chi
le circonda. Molto probabilmente sono stati sottovalutati i segnali
di queste ragazze, che, anche se fino ad ora hanno attaccato verbalmente,
hanno ferito quanto una lama di coltello le loro vittime. La figura
femminile, vista da sempre con gli occhi della purezza e della finezza
, si sta specializzando nella violenza e nella volgarità,
fin ora peculiarità maschile non ricercata e ambita dalle
ragazze. L’80% di queste persone, che mantengono nel tempo
comportamenti scorretti e inadeguati, ha problemi con la giustizia
intorno ai 24 anni.
La percentuale delle ragazze violente, volgari, aggressive, è
aumentata notevolmente, tanto da far ricoprire a Milano il primo
posto di una classifica davvero poco invidiabile: quella bullista.
Questo è possibile saperlo attraverso le indagini compiute
dall’università di Trento. Le situazioni più
critiche si verificano nelle scuole elementari, dove la situazione
è migliorata, ma di ben poco e senza grandi risultati. Al
contrario dei ragazzi, le ragazze si impegnano anche nei furti di
cosmetici, vestiti e di denaro sottratto alle coetanee, che poi
viene spartito fra le appartenenti al gruppo. Inoltre, fatto ancora
più sconcertante, le vittime vengono sfregiate con coltellini
da tasca e/o temperini, spesso senza motivazioni, o per motivazioni
futili, quali la maggiore bellezza della vittima e il maggior successo
della vittima fra i coetanei di sesso opposto.
Spesso le vittime che subiscono maltrattamenti non si lasciano aiutare,
cercando di risolvere le questioni da sé, incorrendo a volte
in scelte sbagliate. Molto spesso questo tipo di bullismo riguarda
le figlie di persone cosiddette benestanti o di buona famiglia,
colta, ma non attenta ai bisogni dei loro figli. Episodi di bullismo
si verificano anche nella nostra scuola, e crediamo che di questo
siano tutti al corrente. Ma non vogliamo polemizzare, soltanto denunciare
questi fatti, nella speranza che cessino, perché queste persone
dimostrano una voglia ingiustificata di predominio degli altri.
Martina Calcerano, Marina Cogliano, Marzia Forte,
Carla Iannelli,
Istituto BESTA, Milano
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