ANTIDOPING A SCUOLA: ESAGERAZIONE O REALE ESIGENZA?

“L’antidoping non solo agli atleti ma anche nelle scuole”.E’ questa la provocazione del ministro dell’Interno Giuliano Amato, che ritiene che gli studenti risultati positivi dopo l’interrogazione debbano essere puniti con l’annullamento dell’interrogazione.
In effetti l’età del primo consumo di droghe è scesa negli ultimi anni intorno ai 13/14 anni e i minori arrestati per droga nel 2006 sono stati 1.038.
La maggior parte dei professori, però, non sembra d’accordo con la proposta: c’è chi gli ha risposto con:”sei matto,arriverebbero i genitori a fare un occhio nero al professore”, e chi invece sostiene che nelle scuole fa ormai parte del quotidiano l’uso di droghe leggere tra i ragazzi e che invece la percentuale di coloro che fanno uso di cocaina è bassa e in ogni caso la repressione non li aiuterebbe a smettere.
E’ vero d’altronde che la droga più diffusa tra i giovani è una droga leggera, ovvero la cannabis, che secondo un’indagine della ASL di Milano è stata usata almeno una volta dal 70% dei ragazzi in età compresa tra i 15 e i 24 anni.
Il ministro della solidarietà sociale Paolo Ferrero non sembra essere d’accordo con Amato e afferma che questa proposta ”è difficilmente compatibile con la democrazia”.
Alcuni esponenti dell’UDC, oltre ad accogliere l’idea di Amato, provocano a loro volta con frasi del tipo:”L’antidoping?… Facciamolo a cominciare dai parlamentari”.
Carlo Giovanardi dell’UDC, infine, ne approfitta per una frecciatina all’esecutivo:”Anche sul tema delle tossicodipendenze il Governo è contraddittorio”.
“NEL MIO LICEO VENIVA LA POLIZIA CON I CANI”
Per Mario Rusconi, preside del liceo scientifico “Newton” di Roma, la lotta alla droga nelle scuola si deve fare sin dalle medie, ma non con l’antidoping.
L’antidoping provocherebbe un grande contenzioso tra scuola e famiglia.
Il miglior modo per contrastare la droga a scuola è far venire nella stessa scuola i cani antidroga due o tre volte l’anno, senza preavviso.
MA BISOGNEREBBE CONTROLLARE PILOTI DI AEREI, AUTISTI DI BUS E MEDICI
“Fare i controlli per la cocaina è importante a fini di educazione e prevenzione”: il farmacologo Silvio Garattini commenta in modo positivo questa affermazione del ministro Amato, però va oltre. “I controlli andrebbero fatti su chi svolge professioni che potrebbero avere una ricaduta negativa sulla salute pubblica, cioè piloti di aereo, ai medici, autisti di pullman e di mezzi pubblici”.
Attori, sportivi, politici, imprenditori, eccetera, fanno uso di cocaina. E’ noto. Meno noto è l’uso tra piloti di aereo o tra medici. Ma il problema c’è.
Si pensi alla possibilità di essere ricoverati in un ospedale e di venire operati da un chirurgo che, dopo un fine settimana di divertimento, la mattina alle sei entra in sala operatoria “aiutandosi” con un po’ di cocaina. Oppure: “Chi salirebbe su un jumbo sapendo che il pilota sniffa?”
Andrebbero fatti test rapidi come il tampone sulla pelle o l’analisi del capello, che però danno una risposta sì rapida, ma non certa. Il test più sicuro è quello delle urine.
All’uscita della scuola o, nei weekend, dalla discoteca, invece, andrebbe fatto il test del tampone. Andrebbe fatto insieme all’etilometro e sarebbe importante perché un guidatore potrebbe non aver bevuto, ma essere “fatto” di coca.

Cinzia Masucci, Luana Sposito, Myriam De Grossi
Istituto BESTA, Milano

 

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