SI
E' SPENTA UNA STELLA NEL FIRMAMENTO DELLA MODA
La scomparsa di Alexander
McQueen
Per
molti un creativo, un hooligan della moda, per me un’anima
pura imprigionata in un corpo troppo grande, ingombrante. Capelli
rasati ed aria da duro.
Artista. Stilista. Poeta. Genio. Ragazzo di strada, figlio di un
tassista violento nell’East End londinese lascia gli studi
prestissimo per seguire la sua passione: la moda.
Nel 1999 la svolta. Alexander comincia a dimostrare ciò che
realmente è: un genio.
Il suo debutto si compone di pezzi forti, dissacranti e fenomenali
come la giacca in pvc trasparente che contiene sigillati al suo
interno vermi, capelli e rosari o come la sfilata aperta da Aimee
Mullins, una modella dalle gambe amputate.
In McQueen non c’erano solo provocazione e trasgressione,
c’era di più.
C’era il suo definirsi umoristicamente come la “pecora
rosa della famiglia”, la sua totale
apertura nel dirsi gay di fronte alla stampa e il non riuscire a
parlarne con la propria famiglia, soprattutto con il padre.
Gli era stata accanto tutta la vita la madre alla quale aveva confidato
di essere gay per la prima volta a sei anni, a diciotto scelse di
uscire allo scoperto informando tutto il resto della famiglia, questa
scelta lo allontanò definitivamente dal padre omofobo che
lo costrinse a lasciare casa.
In Alexander la figura oppressiva e allo stesso tempo assente del
padre condusse da una parte ad abusare di droghe ed alcool, ad avere
una vita sregolata e caotica, ma dall’altro lato gli diede
la possibilità di liberare la sua rabbia attraverso la creatività.
Era il maestro del fantastico, il distruttore dei canoni della moda,
il sacerdote della libertà vera, anche a costo di essere
marchiato come un ribelle.
Negli ultimi tempi la trasgressione del ragazzaccio di strada aveva
lasciato il passo a creazioni gotiche e cupe, sintomo di quella
libertà senza speranza che Alex ha sempre cercato.
Le contraddizioni della sua vita si riflettevano chiaramente negli
abiti che disegnava, le modelle vestite di placche metalliche e
spigoli erano un modo per ricreare una corazza che aveva perso a
causa di un’infanzia violenta e bruciata.
Nelle ultime collezioni sfilavano modelle listate a lutto con abiti
tetri. Si respirava aria di morte.
Lo stilista ultimamente stava attraversando un periodo difficile
a causa della scomparsa della madre, a cui era legato da un rapporto
quasi morboso, e aveva postato anche su Twitter un messaggio dove
chiedeva aiuto a gran voce.
Alexander Lee McQueen, il re della moda britannica ci ha stupiti
per l’ultima volta impiccandosi nel suo lussuoso loft di Mayfair.
Per molti un ribelle, un visionario, per me un uomo fragile e schiacciato
dal peso del suo enorme talento che lo ha reso indimenticabile.
Francesca Lazzerini, Istituto BESTA, Milano
I
consigli della redazione
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http://www.alfemminile.com/lusso/sfilate-sr4.html:
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