A ROMA UNA GRANDE VOGLIA DI PACE

Sabato 15 febbraio ho partecipato insieme con altri tre milioni di persone alla grande manifestazione per la pace svoltasi a Roma. È stato un giorno davvero speciale in cui si è potuta manifestare la propria volontà per un mondo migliore, per la pace.
Da Milano sono stati organizzati treni e pullman speciali per raggiungere Roma ed io sono andata, con altre due mie amiche, con uno dei treni. Purtroppo siamo riuscite a prenderne soltanto l'ultimo, che partiva da Milano alle 2.45, e così siamo giunte a Roma soltanto a mezzogiorno. Molti cortei erano già partiti, però fuori della stazione c'era ancora tantissima gente! Il tempo era bello e la città…beh non c'è bisogno che io dica quanto è bella Roma! Insomma era proprio una bella giornata per manifestare e così insieme a migliaia di persone anche noi ci siamo unite alla marcia. C'erano tantissimi cortei diversi, però tutti uniti da uno stesso valore: la PACE. Abbiamo marciato fino al Colosseo e poi ci siamo dovute fermare perché la gente era troppa e non ci siamo neanche potute avvicinare a Piazza San Giovanni, il luogo in cui si concludeva la manifestazione. Alle 18 circa tutto era quasi finito e quindi siamo tornate alla stazione. Da lì abbiamo preso il primo treno che andava a Milano e verso le 4 eravamo già a casa.La stanchezza era tanta: siamo partiti venerdì sera e tornati domenia mattina presto, abbiamo passato due notti in treno, ma la soddisfazione era anche maggiore! Tornata a casa dopo una bella dormita ho acceso subito il televisore per vedere cosa dicevano della manifestazione e sinceramente sono rimasta un po' delusa … non ne parlavano più di tanto, ma la cosa che mi ha stupito di più, in maniera negativa, è stato il fatto che più delle motivazioni della manifestazione, più delle testimonianze delle persone che vi avevano partecipato, più delle soluzioni che erano state proposte, i telegiornali hanno parlato delle canzoni che si sono cantate o delle bandiere che si sono viste. Allora mi sono chiesta quanto queste manifestazioni siano utili, se a Roma si era fatto abbastanza, se invece di cantare e ballare si fosse fatto qualcosa di più incisivo, per esempio dei comizi in cui avanzare proposte in grado di evitare questa guerra, ma poi mi sono detta che più di quello che avevamo fatto non potevamo fare, perché non siamo stati solo noi a manifestare, ma lo hanno fatto 110 milioni di persone in tutto il mondo! La nostra presenza si è avvertita, il nostro "no" alla guerra si è sentito e adesso c'è solo da sperare che i potenti abbiano ascoltato quel grido.
Ormai però la guerra sembra inevitabile, gli appelli a una possibile soluzione diplomatica sembrano sempre più vani e pare che tutto sia già stato deciso; ma non ci si deve fermare qui! Le manifestazioni come questa non devono essere un caso isolato. Dobbiamo continuare a far sentire la nostra voce. La pace è un valore troppo prezioso che si deve assolutamente difendere! Questa guerra non ha senso e, come tutte le guerre, non avrà vincitori, ma solo vinti, quindi dobbiamo assolutamente evitarla, anche se ormai l'unica cosa che ci è rimasta è la speranza e soprattutto la voce, per continuare a gridare il nostro dissenso, la nostra opposizione!

Diana Vracevic, I. T. C. BESTA, Milano