LA FINE DI UNA STAGIONE: LA TESTIMONIANZA DI UN "RAGAZZO DI SALÒ"

Roberto Vivarelli riesuma in La fine di una stagione la parte della sua adolescenza vissuta tra il ’43 e il ’45. In quegli anni la Resistenza e l’avanzare delle truppe alleate portavano alla luce un’Italia nuova, in contrapposizione con l’immagine fascista di un’Italia politicamente unita.
Vivarelli, superati ormai i 70 anni, trova l’occasione di confessare di aver militato tra le fila della parte vinta e di aver poi maturato un altro orientamento politico.
Essendo figlio di un militare ligio agli ideali mussoliniani, l’autore ne ha ricevuto una completa educazione, crescendo come buon cristiano, fedele fascista e figlio obbediente. Dopo la morte del padre in combattimento, Roberto avverte l’attaccamento a questi valori, anche come debito verso l’amato genitore, e decide su due piedi di arruolarsi come volontario della Repubblica di Salò: dopo molta fatica riesce nel suo intento, ma non verrà mai impiegato al fronte a causa del cedimento della “linea gotica”. Partecipa però alla disastrosa ritirata, diventando soldato in fuga prima ancor prima che soldato.
Nell’Italia sconfitta e da ricostruire, l’ex repubblichino vive un’esperienza come insegnante, che lo fa entrare in contatto con la mentalità e i problemi dei ceti più umili, permettendogli la revisione della sua posizione all’interno dello scenario politico. Un sentimento di sconcerto lo avvolge dopo aver partecipato a una proiezione di filmati girati nei campi di concentramento. I tedeschi non erano più i leali alleati cui rimanere fedele e la mostruosità degli atti di cui si era macchiato il regime nazista contribuisce ad aumentare la sua convinzione di aver sbagliato, ma in “buona fede”. Infatti, nessuno sapeva a cosa andavano incontro i deportati.
Oggi Vivarelli, pur avendo maturato idee ben lontane da quelle fasciste, non è pentito di essere stato giovane fascista o di aver fatto parte, nel dopoguerra, dei “vinti”: ne è a suo modo orgoglioso, in quanto è sempre rimasto fedele alle sue scelte. Si è solo successivamente reso conto che la causa a cui era rimasto fedele era moralmente e storicamente ingiusta.
Credo che l’autore dia ancora troppo peso al se stesso di quegli anni. Le goffe peripezie, a cui va incontro per cercare di rischiare la sua vita per una causa di cui non ha che una parziale ed infantile visione, si avvicinano molto più ai segni di una ragazzata, peraltro niente affatto innocente, che a quelli di una matura ed eroica azione di fedeltà. Quando nell’epilogo accusa coloro che non si sono schierati impugnando un’arma, come lui ha fatto, sembra quasi che combattere con le armi sia l’unico modo per mostrare le proprie idee (secondo me, un grave errore); oppure quando, rifacendosi all’esperienza personale, accusa coloro che, dopo la sconfitta, hanno cambiato linea politica, c’è da chiedersi se conosce i motivi di chi si è comportato in tal modo e se è in grado di giudicarsi.
Sommariamente il giovane Roberto si è comportato come un idealista, (esperienza frequente in gioventù), peccando però di superbia, credendo cioè di avere un quadro completo della situazione.
Forse neanche il Vivarelli di oggi riesce ancora a liberarsi da quel suo passato e questo libro può essere visto come un tentativo riconciliazione con esso.

Gennaro Florino, Istituto MAXWELL, Milano

I consigli della redazione

Per chi volesse approfondire il tema della “guerra civile” vista da “vinti”, consigliamo i libri di Carlo Mazzantini, gli autobiografici A cercar la bella morte (1996) e L' ultimo repubblichino. Sessant'anni sono passati (2005) e il saggio I balilla andarono a Salò. L'armata degli adolescenti che pagò il conto della storia (2002), tutti pubblicati da Marsilio. Utile può essere anche il recente libro di Romano Mussolini Ultimo atto. Le verità nascoste sulla fine del Duce, edito da Rizzoli.
Interessante è la consultazione del sito http://www.italia-rsi.org/, che presenta un’ampia
antologia e una documentazione in rete sulla Repubblica Sociale Italiana. All’indirizzo http://www.italia-rsi.org/cataloghilibri/libridistribuiticataloghi.htm si trova un esauriente catalogo di libri sulla RSI; http://freeweb.supereva.com/forzearmatersi/index.htm?p è il sito dedicato alla storia delle forze armate della Repubblica Sociale Italiana, mentre molto “militante” risulta il sito http://www.fascismoeliberta.it/R.S.I/repubbli.html, “in difesa e in ricordo della RSI”.


 

 

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