VERSO
L'EDEN: UN'OCCASIONE IN PARTE MANCATA PER IL REGISTA COSTA GAVRAS
Elias,
interpretato Riccardo Scamarcio, è un giovane immigrato clandestino
imbarcato su una nave, stipata fino all’inverosimile di disperati
come lui. All’arrivo della guardia costiera si getta dall’imbarcazione
per sfuggire ai controlli ed a un sicuro rimpatrio, che vanificherebbe
il suo tentativo di raggiungere la “ricca” Europa. Raggiunte
le coste greche, si intrufola in un esclusivo villaggio turistico,
l’ ”Eden”, dove si spaccia per facchino.
Qui una disinibita donna tedesca di mezz’età, in cambio
di prestazioni sessuali, lo nasconde nel suo appartamento. I controlli
della polizia greca però si intensificano anche dentro il
villaggio, per scovare eventuali clandestini riusciti ad approdare
sulle coste.
Elias è quindi costretto a ripartire, questa volta per una
meta precisa, Parigi, dove lo “aspetta” un mago prestigiatore
con cui ha dovuto collaborare nel villaggio turistico per uno spettacolo
d’intrattenimento per gli ospiti. Sulla lunga strada che lo
porterà nella capitale francese si imbatterà in divertenti
personaggi e in alcune spiacevoli situazioni. Purtroppo Costa Gavras,
il regista, non confeziona un film memorabile, anzi. Il problema
trattato, ovvero quello dell’ immigrazione clandestina, merita
un plauso, ma la storia, di per sé abbastanza banale, risulta
totalmente inverosimile, poiché il protagonista, un bravo
Scamarcio, si ritrova quasi sempre in situazioni favorevoli,che
non rispecchiano la realtà dei fatti. Fosse stato rinchiuso
in un CPT e poi sbattuto in mezzo ad una strada a pulire i parabrezza
delle macchine o a vendere rose a giovani coppiette, avrebbe avuto
sicuramente un altro impatto sia sul pubblico che sulla critica.
Filippo Carpen, Istituto BESTA, Milano
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