SHUTTER
ISLAND, DOVE NIENTE E' COME SEMBRA
Shutter
Island è un film che parla di misteri, sotterfugi, morti,
follia allo stato puro o presunta, in un’isola sperduta nell’oceano.
Detto così sembra un banalissimo film degli anni Duemila,
con un finale già scontato.
Ma è diretto da Martin Scorsese, il che cambia ogni cosa.
Ogni intreccio o colpo di scena è al posto giusto, niente
è lasciato al caso.
Scorsese riesce a dosare tutto, battute, musiche, mettendo la giusta
quantità di mistero senza svelare niente, in modo da tenere
lo spettatore sulle spine fino all’ultimo.
Shutter Island è un posto in cui niente è come sembra,
in cui una sigaretta non contiene solamente del semplice fumo o
un’aspirina non è semplicemente una medicina.
Si svolge una guerra fredda, una battaglia a chi impazzisce per
ultimo. Anzi a chi si fa imbambolare per ultimo.
Pian piano chi non regge il gioco viene eliminato, e alla fine sarà
una battaglia all’ultimo sangue.
Una lotta al più furbo e violento, a chi sa mentire meglio.
Insomma, avere a che fare con i pazzi non è facile. Perché
ci sono volte in cui sono più sani di chi si definisce normale.
Alla fine sta più o meno tutto qui: essere consapevoli che
spesso le persone normali mentono.
Il film è composto oltretutto da un cast eccezionale, elemento
fondamentale per la riuscita di un film.
Sono tutti così bravi nell’interpretazione di questa
storia, intrecciata in un modo perfettamente realistico, che nemmeno
lo spettatore realizza cos’è vero e cosa invece frutto
di invenzione.
Leonardo Di Caprio si cala perfettamente nella parte, come d’altronde
fa in ogni film.
Interpreta Teddy Daniels, un ex militare diventato poliziotto.
Si porta dietro l’enorme fardello di aver visto cose atroci
nei campi di concentramento, ma questo lo tiene coi piedi per terra,
consapevole che l’uomo può anche trasformarsi in mostro,
facendo cose disumane.
Ma non è solamente un agente che indaga sulla presunta scomparsa
della paziente Rachel Solando, ma anche un uomo che si è
proposto per quel caso particolare, credendo di trovare la risposta
alle sue sofferenze, un uomo disposto a tutto pur di vendicare la
donna che amava e che è stata uccisa.
E’ un personaggio furbo e deciso, sicuramente troppo poco
giudizioso e prudente. Nonostante la consapevolezza di star scoprendo
cose che non dovrebbe scoprire, procede in modo sempre più
risoluto e determinato, come se combattere per la moglie defunta,
interpretata da Michelle Williams, potesse farla tornare in vita.
E’ la sua ossessione, la sua angoscia, la sua paranoia, la
sua unica ragione di vita. E l’unica per cui morirebbe. La
vive nella sua mente, si alimenta di ricordi vissuti e se ne crea
addirittura di nuovi per paura di perderla.
Intanto, iniziano a crearsi misteri che col tempo si infittiranno.
Finestre con le sbarre, porte chiuse dall’esterno, guardie
carcerarie ovunque, recinti elettrificati. Eppure una donna è
riuscita a scappare. Dipinta ancora più pazza di quello che
sarebbe.
Grazie ad un biglietto trovato (casualmente?) della donna scomparsa,
Rachel Solando, si viene a sapere che i pazienti di quell’istituto
psichiatrico sono sessantasette, e non sessantasei come vogliono
far credere.
La sua ricerca si alterna a quella di un’altra persona spedita
lì. Andrew Laeddis. L’uomo che avrebbe ucciso Dolores,
il presunto sessantasette. Il solo e unico motivo per cui l’agente
Daniels si è diretto fino a quell’isola sperduta.
Fin da subito si capisce che tutti cercano di infossare l’esistenza
di quell’uomo, che nonostante le estenuanti ricerche non viene
trovato.
Ma Teddy trova però George Noyce, un ragazzo socialista portato
lì tempo addietro con la scusa di una ricerca, e condotto
in seguito alla follia.
Gli svela che è tutto un “gioco creato appositamente
per lui”, le cose che gli rivela stravolgono tutte le sue
idee. Teddy è solo un “topo in un labirinto”.
Quelle rivelazioni lo portano a non fidarsi più nemmeno del
suo assistente, Chuck Aule (interpretato da Mark Ruffalo). A volte
imbranato, altre astuto. Ma si sa ormai, che a Shutter Island niente
è come sembra.
Il percorso che l’agente seguirà sarà sempre
più difficile, e rischierà di portarlo alla pazzia.
Il film termina con uno dei quesiti che stanno alla base della vita:
continuare a vivere per ciò che non si è, o, invece,
scegliere di morire e restare ciò che si è fino alla
fine?
La risposta di Teddy Daniels è silenziosa ma coraggiosa.
I brividi percorrono la schiena degli spettatori, perché
sono in pochi quelli che metterebbero in gioco tutto ciò
che possiedono per la libertà dell’anima.
Giulia Violante, Istituto BESTA, Milano
I CONSIGLI DELLA REDAZIONE

http://www.mymovies.it/film/2010/shutterisland/:
scheda tecnica del film,
contenente inoltre gli articoli della critica
e i contributi del pubblico
http://www.shutterisland.com/#/home:
sito ufficiale americano
con tutte le notizie riguardanti il cast e video, nonché
i commenti degli attori
http://www.facebook.com/ShutterIsland:
pagina ufficiale su facebook,
dove è possibile essere aggiornati sulle ultimissime news
|