HEAVY METAL: L'URLO DEL ROCK!
LA DEFINIZIONE DEL GENERE
Il metal è una specie musicale del genere rock (come tale,
si fa con tre strumenti: chitarra, basso, batteria) propria degli
anni 80, che si caratterizza ideologicamente per una concezione
morbosamente e irrimediabilmente pessimistica (da qui l'adozione
sistematica e ossessiva del colore "nero"), della condizione
umana e naturale, viste come vortici di forze brute talora manicheamente
(metal), talora nichilisticamente (heavy metal) intese, comunque
sempre basate su una legge del male che appare come costitutiva
all'esistenza; musicalmente il metal si caratterizza per uno sviluppo
oltranzista della violenza e della velocità ritmica e timbrica
del filone hard-rock anni 70, connotato invece da un approccio alla
vita più ottimistico ed edonistico.
Il metal è una musica epica: l'uomo è al centro del
cosmo (quando, nelle versioni metal più raffinate e heavy
non viene preso a soggetto il cosmo in quanto tale trapassando da
un pessimismo storico a uno cosmico) e tutte le forze costituenti
quest'ultimo si adoperano programmaticamente per far dannare il
primo che, volente o nolente, sia per vivere che per morire, deve
combattere all'insegna di un'etica e una nobiltà di fondo
e para-religiosa ignara avversata dal punk. Il messaggio metal finale
è magniloquente ed enfatico quando non retorico: propugna
ed esige una sopravvivenza incondizionata anche se contro tutto
e tutti.
STORIA E FENOMENOLOGIA DEL METAL
Il metal, contrariamente al punk (Sex
Pistols), non fu una rivoluzione, ma una
lenta evoluzione che parte dalla fine degli anni 60 (Deep
Purple). Come quella punk, quella metal fu una rivoluzione concettuale
e musicale, in una parola "culturale". Solo che, essendo
due culture diverse, l'una del "live fast and die young"
(Circle Jerks), l'altra
del "born to lose, live to win" (Motorhead)
si estrinsecarono l'una in una stagione (1977), l'altra, dopo una
decade di preparazione (anni '70), in un'altra decade almeno (anni
'80).Tecnicamente le prime avvisaglie metal si ebbero in Inghilterra
con i Deep Purple, che a forza di iniezioni di inusitata velocità
e potenza hard-rock al progressive-rock (Cream) si spinsero dove
nessuno fino ad allora aveva mai osato giungere, qualificandosi
come la band più rumorosa ed estremista dell'epoca. I testi
"scorretti", anti-peace&love, preludono già
a quelli che saranno i fasti metallici (fuoco, velocità,
esplosione, violenza, male,
dimensione cosmica), pur non calandosi ancora nell' "altro
mondo", quello delle
tenebre.
Se
i Deep Purple iniziarono a dare l'ABC tecnico, i Black
Sabbath, inglesi anche loro, dettero quello contenutistico.
A parte il significantissimo apporto alla tecnica metal di Tony
Iommy, che fu il primo a sortire dalla chitarra un suono sistematicamente
oscuro, mefistofelico, opprimente, potente, i Black Sabbath furono
seminali per quell'aura diabolica che immisero nel mondo rock. Con
loro per primi si giunge a quell'universo
parallelo, fatto di male, mostri e maledizioni, le immagini eclatanti
ed espressionistiche del quale devono servire come allegoria per
la comprensione della reale costituzione del mondo quotidiano.
I primi a usare la tecnica violenta e tagliente deepurpleiana per
descrivere il vivere morendo in una necessaria consacrazione alle
forze del male proprio dell'universo sabbathiano, furono ancora
degli inglesi, i Judas Priest.
Mentre come primo gruppo di rilievo proto-metal d'oltreoceano si
stavano qualificando i canadesi Rush,
che costruivano un mondo parallelo sì, ma non stregonesco
come quello sabbathiano, bensì fantascientifico e, talora,
paradisiaco, i Rainbow
di Blackmore e Ronnie James Dio portavano il genere all'apice epico.
Contemporaneamente, l'Inghilterra vedeva l'attività di uno
spregiudicato gruppo che sortiva i medesimi, se non maggiori, efferati
effetti dei gruppi metal, partendo da una dimensione punk (dunque
nichilista e non manichea) da sempre estranea e opposta al metal:
erano i Motorhead i primi
a portare il metallo a uso e consumo della descrizione di frustrazioni
e mali del tutto realistici e quotidiani.
Pur per diversi motivi (i primi per la dimensione "punk",
i secondi per quella "underground"), ideologicamente non
riducibili al filone metal, fondamentali per la sua evoluzione oltranzista
furono due dei gruppi più influenti della storia del rock:
i D.R.I., che con il loro hardcore supersonico e miniaturizzato
ne dettarono la velocità, e gli Swans che possono essere
considerati il gruppo dal suono più pesante di tutti i tempi.
Molti gruppi di rilievo e in grado di comporre memorabili brani,
tra fine '70 e inizio '80, tentarono di arricchire la lezione dei
maestri, facendo passi avanti verso la codificazione del metal,
senza tuttavia riuscire a segnare una svolta decisiva e radicale,
come accadrà ad inizio '80. Questi gruppi furono tutti inglesi
e furono detti far parte del movimento "NWOBHM" (New Wave
Of British Heavy Metal), la versione metal del dark di fine '70:
Saxon e Diamond
Head. Fra
costoro, all'inizio, fu annoverato anche il gruppo che a posteriori
può essere considerato come il primo istituzionalizzatore
in assoluto del metal classico: i londinesi Iron
Maiden che sublimarono contenutisticamente e formalmente la
lezione di Black Sabbath e Judas Priest: dopo di loro nessun album
potrà dirsi metal se non prenderà come punto di riferimento
i dettami (velocità, violenza, impianto sinfonico, testi
e copertine horror) da loro stabiliti.
Gli Iron Maiden furono l'ultima e più matura propaggine partita
dall'evoluzione del Deep Purple sound. Fino al 1980 il metal può
essere considerato come qualcosa di eminentemente inglese. Come
il punk. L'America a quest'ultimo stava rispondendo con l'hardcore.
Via hardcore troverà forma anche il "metal americano"
(poi per estensione "heavy metal"). Prima di giungere
a quel fatidico 1983, tre anni di espansione del discorso metal
in tutto il mondo operata, soprattutto in campo tematico, da una
serie di band storiche e indimenticabili: i tedeschi Accept
e Scorpions molto legati
all'hard-rock vecchio stile, tuttavia eccellenti per alcuni brani
d' "avanguardia metallica"; gli inglesi Venom che introdussero
per primi l'espediente vocale del "topo-in-gola" e si
distinsero per una veloce violenza già preludente ai Metallica,
nonché per un satanismo feticistico e spettacolare; i
canadesi Exciter, gli americani
Motley Crue, che sono
tematicamente un gruppo hard-rock come gli Scorpions, ma che, come
questi, hanno avuto un ruolo nell'evoluzione del metal grazie a
un suono senza compromessi, di una violenza, pesantezza e velocità
mai sentite prima e ancor oggi in grado di assordare letteralmente
l'udito.
Dopo che il 1982 era stato per il metal quello che fu il 1966 per
il rock, nel 1983 i losangelesi Metallica
fondono hardcore americano e metal inglese compiendo una rivoluzione
pari solo a quella dei Sex Pistols. L' "heavy metal" si
differenzia dal "metal" non soltanto, almeno agli inizi,
geograficamente, ma fondamentalmente per quell'"heavy"
in più, qualcosa di apparentemente semplice, ma che il rock
ha impiegato quasi 20 anni per attuare. L'estremo si fa carne: velocità,
potenza, ossessività, percussività compiute e formalizzate
alla perfezione. Possiamo senza alcun dubbio parlare di invenzione.
Dalle tematiche, per quanto orride, comunque "fantastiche",
degli Iron Maiden, si passa a puri concetti: realtà concrete
in quanto universali e facenti tanto più paura e riflettere
in quanto inchiodate sul punto del nichilismo, della morte, della
sofferenza, del male di vivere. Kill 'Em All inventa il
"trash-metal" e lo "speed-metal", talora considerati
come sottogruppi dell'"heavy-metal", ma che è più
giusto tenere distinti da questo.
Il "trash-metal" è la versione più estrema,
meno melodiosa, più essenziale del
metal inizio ‘80. Forte di una particolare tecnica alla chitarra
ritmica, può dirsi la versione metal dell'hardcore dei D.R.I.
Brani relativamente brevi (3-4 minuti), liriche-manifesto e
di ambientazione metropolitana, trascuratezza negli arrangiamenti:
tutti devono "picchiare" ("to trash") i loro
strumenti nel modo più violento e ossessivo possibile, poi
un agonia di ritornello che ad altri volumi potrebbe dirsi quasi
melodioso e quasi rock: comunque rigorosamente nessuno stacco, nessun
rallentamento. Per questi c'è lo "speed-metal"
che è una forma perfezionata, articolata, nobilitata e retoricamente
arricchita del "trash": la batteria inizia a dialogare
con gli altri strumenti che si lanciano in assoli distinguibili
e più o meno hard-rock, le tematiche possono essere delle
più varie e narrative, i tempi dei brani si allungano (spesso
sopra i 5 minuti).
Lo "speed" richiede, oltre che ovviamente una grande velocità
esecutiva,
anche un'elevata tecnica: il suo suono è più chiaro,
preciso e pulito di quello
del "trash" e le note devono essere riconoscibili. Sia
"speed" che "trash" nacquero
in contrapposizione al "melodico" NWOBHM, in uno scontro
che può vedersi come
quello tra città e campagna, nuovo e vecchio, realtà
e fantasia, brutto e bello,
nichilismo e manicheismo.
Con Ride The Lightning (1984) i Metallica inventano l'heavy
metal sintetizzando speed e thrash all'interno di un unico brano
che così diventa lungo (sopra i 5 minuti), potente e veloce
(ma spesso in alternanza di piano/forte fino a giungere a parti
acustiche), tecnico, cantato senza urla punk, ma con compostezza
più epica seppur non meno brutale: le tematiche esplicano
concetti in esempi contestualizzati e non sono più o non
solo
un'arringa punk.
Dall'altra
parte dell'America i newyorkesi Manowar
seguivano la loro via al metal, giungendo a sonorità per
intensità pari a quelle dei Venom e quindi tra le più
brutali in assoluto. Anche a livello di ideologia i Manowar si presentarono
subito come portavoci di un mondo parallelo, come la scuola metal
inglese più ortodossa voleva, e non come diretti interessati
al reale. All'inizio praticarono la loro missione ancora imbrigliati
dall'hardrock, ma già sul secondo album-capolavoro (Into
Glory Ride, 1983) approdarono a un heavy-metal loro peculiare:
né thrash, né speed, né Metallica. Tuttavia,
come accade nelle
invenzioni scientifiche coeve e indipendenti, il futuro metal si
baserà tutto sui Metallica, mentre solo una branca di questo
(l'"epic") si richiamerà ai Manowar che all'inizio
"epic" non erano e in ogni caso passerà sempre
attraverso la scuola Metallica.
La metà degli anni 80 è l'epoca d'oro per il trash
e lo speed, soprattutto in America, dove operano gli Exodus
e i Megadeth dell'ex membro
fondatore dei Metallica Dave Mustaine.
Il 1985 rappresenta un giro di boa dopo il quale vi sarà
per cinque anni una concentrazione di gruppi rivoluzionari in grado
di usare lo strumento-Metallica per i più svariati fini,
tutti comunque imperniati verso una violenza e potenza sempre più
crescente di suono. In questa galleria verso il raggiungimento del
suono oltre il quale è
concepibile solo il disumano, troviamo per primi i maestri del thrash
Slayer,
in grado di giungere (forti di un batterista eccezionale: Dave Lombardo)
dove nessuno era mai riuscito prima e di consacrare definitivamente
la fusion hardcore-metal: Reign In Blood del 1986 è
l'album rock più estremo di tutti i tempi.
Contemporaneamente, emerge lo "scandinavian metal", un
filone che giunge fino ai nostri giorni e che ha fatto la parte
del leone in campo metal per tutto questo periodo. Ciò grazie
al suo estremismo, a partire dalla quale possono essere modulate
tutte le ambientazioni e applicazioni desiderate. Al fondo, vi è
il concetto "fantasioso" dei Black Sabbath di un mondo
mefistofelico popolato di forze maligne leggendarie e sanguinarie,
epiche e sadiche (si noti: mentre Black Sabbath e Iron Maiden erano
grandi proprio perché mantenevano o usavano i mondi paralleli
per spiegare il nostro, qui la corrispondenza viene a mancare e
il nostro mondo non offre più alcun interesse). Più
che un mondo d'evasione si crea un mondo di tortura, nel migliore
dei casi buono come elemento catartico per gli stress del nostro:
suoni e voci estremi e da incubo, battaglia o tortura. Un martellare
e persistere poi in questi che, quando riesce, sfigura la realtà
sbaragliandone l'essenza più profonda e brutale.
Ai
tempi della nascita il filone "black" fu una grande rivoluzione
(chissà se i padri Venom sarebbero arrivati a tanto con altri
mezzi a disposizione?), tanto più quando veniva da
terre fredde ed estranee oltre che al centro della civiltà
occidentale, al rock. I Bathory
erano svedesi, i Mayhem
norvegesi, i primi, dopo gli ispiratori Mercyful Fate, per davvero
satanici. Gli svedesi Candlemass
impreziosiscono il dark-metal inventando l'"epic" moderno
da cui deriverà il "progressive-metal" di oggi
che tecnicamente deve molto alla magniloquenza chitarristica neoclassica
dello svedese Malmsteen.Mentre
i newyorkesi Anthrax tengono
alto impreziosendolo lo stato thrash, l'estremismo sonoro si libera
dalla gabbia feticistico-satanico-epica delle terre scandinave per
tornare agli incubi cittadini e a un realismo espressionistico trucemente
ossessivo e pervasivo, che vede l'essenza del tutto in una cieca
conflagrazione di forze guidate dal caso: dalla Florida i Death
trasfigurano violentandolo il trash e fanno uso sistematico dell'effetto
vocale (il rantolo gutturale e profondo tutto-deformante bestiale
e autodistruttivo in un'autodistruzione che è necessità
di sopravvivere come necessità del patire proprio del metal-estremo
inventando il "death metal"; gli inglesi Napalm
Death inventano fondendo death, trash e hardcore il "grind-metal".
Intanto i Testament
da San Francisco mantengono alte le sorti dell'heavy metal più
ortodosso comunque impreziosito di toni epico-retorici i canadesi
Voivod portano, con cambiamenti
di tempo vertiginosi e partiture geometriche e ipnotiche l'heavy
a vertici atti a esprimere contenuti post-mederni , e i Jane's
Addiction giocano sul metal a mezzo fra funk e cabaret per un'ironia
amara e alienata che vuole rappresentare la malinconia esistenziale.
Il
metal può dirsi concluso nella sua missione con l'opera di
cinque gruppi che portano alle estreme e insuperabili conseguenze
la sua scala evolutiva verso sonorità sempre più violente,
veloci e disumane: gli svedesi Entombed
applicarono il "death" a mezzo onnicomprensivo di espressione
deformante dei più svariati contenuti (nella fattispecie
horror-fantasy pur sempre attaccati alla realtà: vedi Left
And Path, 1989); i Carcass
svilupparono il "grind-metal" inglese con un suono così
estremo in termini di velocità e ossessività potente
da sortire quasi l'effetto contrario (vedi Necroticism: Descanting
The Insalubrious, 1991); i losangelesi Dark
Angel del misantropo e complessato batterista Gene Hoglan, tra
death e thrash realizzarono un tour de force tra i più estremi
alienati e disumani della storia, tutto imperniato nella vita tragica
e mostruosa metropolitana (vedi Times Does Not Heal, 1991);
i texani Pantera
sono i padri del metal-rock del 2000 (detto "nu-metal")
innestando in un impianto death-thrash espedienti e tematiche american-hard
rock (nessun mondo parallelo: solo realtà e della più
cruda) con un aggressivo e oltraggioso speaking-rap (vedi Vulgar
Display Of Power, 1992); gli inglesi inventori del "gothic"
(altra applicazione del "death" di grande diffusione tra
le band nell'ultimo decennio) furono i Paradise
Lost (vedi Gothic, 1991).
Negli anni '90 sono stati resi solo più popolari e fruibili
i vari filoni metal già espressi negli anni 80. Questi erano
sostanzialmente riconducibili a tre: metal classico (da cui prenderà
le mosse il power-epic e il metal-hard rock tradizionale), heavy
metal (nelle sue varianti speed e thrash) e death metal (con il
seguito di dark e grind). Se negli anni '80 il metal-medio era quello
thrash, negli anni 90 divenne quello power-progressive. Il progressive
(reso famoso dai Queensryche e commerciale dai Dream Theater a fine
anni '80, che lo
presero da Accept, Malmsteen, Mercyful Fate e Halloween) è
un filone enfatico e
magniloquente che si basa su tecnicismi vocali (il falsetto) e strumentali
(uno speed da scuola e spesso fine a se stesso) per declamare un
pomposo post-romanticismo conteso tra ambientazioni epico-fantastiche
e metropolitane-hard rock. Nella sua variante epic-power è
un pullulare, sulla scorta della new-age, di storie-ambientazioni
ripescate qua e là dagli scrittori fantasy. Si veda per l'epic-power
i sinfonici tedeschi Blind
Guardian di Nightfall In The Middle-Heart (1998) e
per il progressive-fantasy gli svedesi Stratovarious
di Visions (1997).
Sempre nel settore "mondi-paralleli", pur non inventando
nulla di nuovo, si distinsero nel "post-metal" per particolari
lavori apprezzabili attualizzatori del "doom" sabbathiano
(l'effetto chitarristico inventato da Iommy che dà al suono
quell'incedere scuro, lento e stregonesco) gli inglesi e molto affascinanti
nel loro compromesso tra romanticismo e attualità Anathema
(vedi The Silent Enigma, 1995) e i portoghesi e black gothic
Moonspell (vedi
Wolfheart, 1995). Più decisi sul black-metal satanico
e sinfonico gli svedesi Emperor
(vedi In The Nightside Eclipse, 1995). Alla "scuola
di Goteborg" appartiene il death-metal essenziale ed esistenzialistica
(molto hardcore) degli At
The Gates (vedi il capolavoro Slaughter Of The Soul,
1995) considerabili come l'ultima metal-band della storia.
Dalla parte esistenzialistica-realistico-concettuale prendono le
mosse dagli estremisti underground-noise Helmet
(vedi il capolavoro nichilista Strap It On, 1990) e Pantera
(metal-industrial-hardcore-rap per cui vedi Vulgar Display Of
Power, 1992), le più dirette fonti di copiatura dei
nu-metal attuali (siamo in ambiente americano): i Korn
(vedi Korn, 1994) e i Deftones
(vedi Around The Fur, 1997) in grado di fare occasionalmente
ottime e catartiche composizioni, e preceduti dai più rock-rap
Rage Against The Machine (Rage
Against The Machine, 1992).
Il thrash enfatico dei Testament viene ottimamente industrializzato"
verso il post-modernismo dagli americani Machine
Head (Burn
In My Eyes, 1993) e Fear Factory (Demanufacture, 1995),
reso addirittura "etnico" dai brasiliani Sepultura
(Roots, 1996).
Eccelsi prodotti post-metal hanno poi dato due gruppi newyorkesi
nati a metà anni '80: gli alienati, nichilisti al pari solo
dei padri "industrial" Swans, Prong
(vedi il capolavoro "totale" falcidiante e scoratissimo
Rude Awakening, 1996) e i classic-metal/hard rock Savatage
del concept tanto enfatico quanto riuscito Streets (1991).
Pienamente d'epoca post-metal possono essere considerati i newyorkesi
Type O Negative (vedi
Slow, Deep And Hard, 1991) che con il loro underground-industrial-gotico
fanno però l'opposto degli altri complessi post-metal (basandosi
comunque sulla lezione del sinfonico-thrash dei Dark Angel): mentre
questi semplificano enfatizzandoli e contaminandoli (rendendoli
in definitiva più "chiari" e "diretti",
in forza anche di un generale progresso squisitamente tecnico soprattutto
in fase di registrazione e amplificazione) gli stilemi metal anni
'80, il post-metal Type O Negative, molto debitore della no-wave
e del noise, può essere considerato come uno "slow-metal"
in "lo-fi" più vicino ai Pussy Galore o agli Slint
che ai Death, più vicino all'atteggiamento nichilista in
sordina post-rock (Fugazi, Jesus Lizard) che al nichilismo esplosivo
(e non implosivo) post-metal (Korn, Fear Factory).
Gli album post '91 possono essere considerati la risposta post-metal
al post-rock di Fugazi, Jesus Lizard e Jon Spencer Blues Explosion.
Il post-metal ha commercialmente spopolato nelle sue varianti progressive-power
(soprattutto) e death-black, e ancor oggi con il nu-metal che, non
sapendo più cosa prendere, è ritornato al vecchio
rock-rap per altro tuttora (anche se stancamente) in voga.
Ed è sicuramente più popolare il post-metal del post-rock,
visto questo come musica "alternativa": infatti il post-rock
deve vedersela con l'onda commerciale delle petulanti rock-band
retrò attuali, mentre il post-metal (ovviamente ritenuto
new-metal) non ha un movimento a sé esterno che si rifaccia
più direttamente, e in modo da plagiarli, ai classici.
Tutti i gruppi non menzionati in questa scheda sono da ritenersi
o non-metal o
non importanti per lo sviluppo del genere.
Alessandro Matafora, Istituto BESTA, Milano
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