DANIELE
CRESPI IN MOSTRA NELLA SUA CITTA' NATALE
Daniele Crespi nacque nel 1598 a Busto Arsizio.
Figura artistica di spicco nella Milano secentesca, ebbe modo di
compiere i suoi studi all’accademia ambrosiana.
Crespi utilizzò la sua arte per diffondere la fede cristiana:
infatti in molte delle sue opere egli rappresenta soggetti religiosi
da considerare come modelli da imitare, basti pensare al “Digiuno
di San Carlo Borromeo”, a “La predica del Battista”,
a “L’ultima cena”.
Inoltre la sua arte è caratterizzata da un profondo ascetismo
morale e da una forte attenzione al reale.
Splendidi i particolari della natura morta sul tavolo, che fanno
pensare alla contemporanea pittura spagnola.
Fu allievo di Giovan Battista Crespi, detto il Cerano, il miglior
interprete del Seicento lombardo.
Lo stile di Crespi oscillava tra il manierismo lombardo del suo
maestro (corrente che si basa sull’imitazione di modelli già
codificati), aggiornato grazie alla monumentalità del classicismo
romano e alla lezione caravaggesca. Questo modo di dipingere si
nota in ogni sua opera, dai Cristi morti alle figure di santi e
angeli.
Egli fu artista di forte personalità e grande successo tra
i contemporanei.
Un episodio nella sua vita fece sì che venisse classificato
come pittore “maledetto”: si narra che per rappresentare
con perfetto realismo gli spasmi della morte nei suoi dipinti, arrivò
ad uccidere un uomo. Per sfuggire alla condanna decise di rifugiarsi
nella Certosa di Garegnano ed è in questa sede che troviamo
conservati numerosi affreschi appartenenti al ciclo pittorico delle
“ Storie di San Bruno”.
Morì di peste, insieme alla sua famiglia, a Milano nel 1630.
Dopo ripetute richiesta del critico d’arte Philippe Daverio,
il Comune di Busto ha risposto positivamente inaugurando venerdì
28 aprile una mostra, a cura di Andrea Spiriti, dedicata interamente
all’artista, che durerà fino al 25 giugno 2006.
Allestita nelle sale di Palazzo Cicogna, nella città natale
del pittore, è la prima grande mostra monografica dedicata
al pittore lombardo, dopo che le sue tele furono presentate in diverse
occasioni espositive, come la mostra sul Seicento lombardo che si
tenne a Palazzo Reale a Milano nel 1973.
In questa sede si ospitano oltre 70 opere, molte delle quali sono
inedite: dieci tavole, trentanove tele, due affreschi strappati,
diciannove disegni.
Il percorso espositivo documenta tutte le tappe della sua carriera
artistica, dalla probabile formazione nelle grandi botteghe a nord-est
di Milano alle grandi committenze per gli Ordini religiosi.
La mostra testimonia anche il suo impegno per le due grandi Certose
di Milano e di Pavia e la continuazione del suo linguaggio attraverso
la sua scuola, con il ruolo del Maestro del San Sebastiano Monti.
La mostra di Palazzo Cicogna ha un ideale collegamento con il territorio
grazie ad un itinerario che unisce i luoghi dove sono tuttora presenti
opere del Crespi: le chiese di Milano (Certosa di Garegnano, Sant’Alessandro,
Santa Maria della Passione, Sant’Eustorgio e San Vittore),
di Pavia (Certosa) e di Novara (San Marco).
Insomma assolutamente una mostra da non perdere!
Beatrice Bruni, Valentina Pesenti e Valentina Vigliarolo,
Istituto BESTA, Milano
I CONSIGLI DELLA REDAZIONE
La mostra Daniele Crespi. Un grande pittore
del Seicento lombardo è allestita a Palazzo Cicogna
a Busto Arsizio (Varese) e rimarrà aperta fino al 25 giugno
secondo i seguenti orari: da martedì a domenica dalle 10
alle 19; giovedì dalle 10 alle 22. Lunedì chiuso
L'ingresso è libero. Le visite guidate su prenotazione vanno
richieste allo 0331 323475 o allo 0331 326348.)
|