LA CASA DELLA CARITA': ALCUNE RIFLESSIONI SUL VOLONTARIATO

La Casa della Carità è una struttura che ospita 180 persone circa, di cui 70 rom rumeni e i rimanenti di 42 nazionalità differenti.
Il periodo di permanenza massima è di sei mesi per ciascun ospite, ma la maggior parte riesce a trovare una sistemazione accettabile all’esterno della struttura entro i primi quattro mesi.
La Casa della Carità ha 17 appartamenti in affitto presso cui sistemare gli ospiti in uscita.
La struttura ha attivato un corso di medicina sociale, inoltre mantiene rapporti con diverse facoltà delle università di Milano (Bicocca, Cattolica, Bocconi), con il Politecnico e la Triennale.
LA CASA DELLA CARITÀ è UNA RESIDENZA AFFETTIVA.

Cosa si intende per volontariato? Con il volontariato si attraversa l’insicurezza e la paura che abbiamo dentro di noi, grazie a una ricerca innovativa del senso di vivere.
Si vive bene, felicemente, se si capisce che l’altro aiuta te a migliorare e che il rapporto e la relazione venutasi a creare migliora entrambi.
L’altro ha una storia di vita e questa relazione ti fa conoscere diverse realtà e ciò ti permette di star meglio con te stesso e con gli altri.
Il volontariato, instaurando un rapporto di fiducia, può diventare uno strumento per la tua serenità e la tua sicurezza.
Milano, città globale, deve potersi fondare sulla solidarietà dei giovani che sanno immaginare e costruire un futuro fatto di relazione, pur consapevoli delle difficoltà che essa comporta.
I giovani, attraverso tale esperienza, possono sperimentare una voglia di conoscere, di apprendere attraverso la ricerca, ”conoscere attraverso l’interrogarsi”.
Il volontariato allora può entrare a pieno titolo nelle scuole e nel loro curricolo didattico e venir visto così come un’altra forma di conoscenza, di sapere, e quindi, sollecitando la conoscenza, può accrescere la motivazione di studiare.
La società mediatica ci offre un mondo virtuale da “consumare” e non da vivere attraverso una relazione: abbiamo bisogno di “sostare” a riflettere, a pensare, di ricomporre le relazioni in luoghi reali e non virtuali, altrimenti ci sentiamo anche noi frammentati, l’aiuto lo possiamo avere dal volontariato che affronta questa sfida, si consegna nelle scuole dialogando con la comunità reale, nel locale, nel territorio, con una domanda di saperi complessi. Si vive nel globale, studiando nel locale.
Il volontariato si gioca dentro la sfida della conoscenza, e i giovani così diventano mediatori di interesse.
Il volontariato dentro alla scuola può allora restituire la voglia di conoscenza, di studiare, e la scuola diventa una esperienza straordinaria di ricerca globale, diventa protagonista, entrando nel territorio.
I valori compresi nel volontariato sono la gratuità e l’estetica.
La gratuità è vista come misura di scambio, qualcosa che ti ritorna, che ti dà voglia di vivere. La gratuità mette in moto l’energia vitale dell’innamorarsi, ed è vista come esperienza; restituisce l’essere e non l’avere, ha un senso educativo.
L’esperienza del volontariato deve coltivare il gusto del bello, ha bisogno di una rappresentazione estetica che ne curi la memoria.

Chiara Lorenzetti e Federica Pollato, Istituto BESTA, Milano

I consigli della redazione

L'indirizzo internet della Casa della Carità è http://www.casadellacarita.org/
Altre notizie sulle attività di volontariato si possono trovare sui seguenti siti:
- http://www.scuolavolontariato-lombardia.org/progetto.html
- http://www.ciessevi.org/content/view/118/161/
- http://www.caritas.it/3/sportello.asp



 


 

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