RHAPSODIJA TRIO IN CONCERTO: LA MUSICA DEI PERSEGUITATI

Martedì 2 marzo, in aula magna, si è tenuto un concerto riservato al biennio e alle classi terze, che intendeva ricordare i 60 anni dalla liberazione di Auschwitz. Protagonisti sono stati i Rhapsodija Trio, tre musicisti che suonavano chitarra, violino e fisarmonica.
Il violinista, Maurizio Dehò, ha introdotto i generi musicali che avrebbero suonato, la cosiddetta musica klezmer, la musica degli ebrei dell’Europa orientale, e quella gitana, cioè la musica degli zingari, e ha inquadrato il periodo storico cui essi si collocavano.
Penso che quasi tutti i ragazzi in sala ascoltassero per la prima volta queste sonorità, perché dubito che siano mai andati ad un concerto di questo tipo o le abbiano mai ascoltate alla radio o dal lettore CD, compresa la sottoscritta.
Questo concerto va considerato sotto due aspetti: quello artistico-didattico e quello organizzativo.
Senza dubbio la musica che ci è stata proposta era orecchiabile, gradevole, in certi attimi sembrava veramente di tornare indietro nel tempo, negli anni della Seconda guerra mondiale.
Al mio orecchio inesperto e non competente le melodie sembravano spesso abbastanza simili tra loro, alcune malinconiche, altre trascinanti, con qualche piccola differenza di durata, perché molte volte sembrava che una canzone stesse per finire e invece riprendeva ancora per un paio di minuti.
Ogni tanto, finito un pezzo, il violinista prendeva il microfono per darci qualche notizia sull’origine e sulle caratteristiche del brano e sul periodo storico. Non saprei riproporre, però, quello che ha detto, perché ero in fondo alla sala e con il brusio e l’acustica scarsa non è che arrivasse molto.
Comunque, ascoltando alcune melodie, mi è venuto in mente il film Train de Vie, la cui colonna sonora era molto simile. Il film, molto divertente, anche se con un finale tragico, parla della persecuzione degli ebrei da parte dei nazisti e di un villaggio ebraico che, per sfuggire all’internamento nei campi di concentramento, costruisce un treno “fantasma”, assegnando ad ogni componente del villaggio un ruolo ben preciso, chi deportato, chi nazista ecc.
Penso che sia stato un concerto piacevole e interessante, cui non avrei mai assistito, se non in un’occasione come questa, cioè a scuola.
Per quanto riguarda l’aspetto organizzativo, ritengo che sia stata una bella proposta portare questa musica tra noi ragazzi, anche per capire che cosa ascoltavano, come suonavano i nostri “fratelli maggiori” negli anni tragici del nazismo e della Seconda guerra mondiale, ma si poteva forse evitare, o di mettere tutte quelle classi insieme, o di far venire certe classi, visto che ciò ha provocato un brusio e un inutile via vai di gente, che infastidiva chi suonava e chi ascoltava.


Alessandra Tortorelli, Istituto BESTA, Milano

I CONSIGLI DELLA REDAZIONE

Chi volesse conoscere meglio i Rhapsodija Trio può andare sul sito del gruppo http://web.tiscali.it/lianadirectory/
: contiene la storia del gruppo, notizie sulla produzione concertistica, la discografia completa, con la possibilità di ascoltare numerosi brani di ogni album e anche alcuni video, il calendario degli spettacoli ecc.
Chi volesse invece documentarsi sulla musica klezmer può visitare il sito http://it.israel-music.com/browse/music/jewish/klezmer/, dove sono presentate molte produzioni discografiche, oppure cliccare su http://www.klezmer.it/menu.htm o
su http://digilander.libero.it/klizemer/klezmerdoc.html.


 

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