ROCK THE BESTA!

Il Rock nacque negli anni ’50 negli Stati Uniti quando la cultura afroamericana e la cultura ”bianca” si incontrarono per la prima volta. Gli afroamericani erano infatti ghettizzati all’epoca, e la loro cultura non era ritenuta degna di alcun interesse.
Questo movimento nacque dunque come una “rivoluzione sociale”: un microfono per tutti i giovani americani.
Se oggi, però, dovessero chiedere a noi, i loro figli, cosa rappresenta e cosa ha rappresentato questo movimento, lo riassumeremmo in un genere musicale. Un genere ricco di trasgressione, di potenza, di anticonformismo…
Per far luce sull’importanza sociale del Rock, nella mia scuola (l’istituto Besta), è stata organizzata un’assemblea in cui il chitarrista Walter Muto, che ha fatto di questo genere la sua vita ed il suo lavoro, ha cercato di rimediare a ai nostri stereotipi parlando, cantando, suonando le eroiche gesta degli artisti rock ed i valori dei loro prodi seguaci: i famosissimi “hippies”.
L’assemblea si è tramutata ben presto, però, in qualcosa di profondo, e l’aspetto sociale è stato solo minimamente sfiorato.
Una cosa che mi ha subito colpito, è stato il rispettoso silenzio e l’inaspettata attenzione (fatto più unico che raro parlando di assemblee studentesche), che tutti gli studenti prestavano a quest’unica persona, quasi possedesse il carisma di un politico, nonostante questo non fosse un genere conosciuto da tutti.
Alle dure note di artisti come i Black Sabbath o come i Nirvana, succedevano i tristi suoni di canzoni come ‘All along the watchtower’ di Bob Dylan, creando nelle nostre viscere un cocktail di emozioni e, soprattutto un orgasmo di sensi scatenatosi al richiamo della canzone che ha chiuso l’incontro, quella che ha fatto rigare di lacrime il viso di molti in quell’aula: Message in the bottle dei Police.
Forse è stata proprio l’idea di un naufrago convinto di esser l’unico disgraziato al mondo, solo in mezzo al mare e ad un esercito di onde che s’infrangono contro la sua intera esistenza, ad ipnotizzarci…
O forse è stato proprio il finale di questa favola a rapirci. Il naufrago, l’adolescente, scopre di non essere l’unico. Scopre milioni di messaggi in milioni di bottiglie: scopre di non essere l’unico.
Probabilmente, dunque, non è stato il fenomeno del Rock in quanto genere musicale, a travolgerci, ma il dolce vibrare di una chitarra che racconta fiabe a ghermirci in questo vortice mistico.
Il dolce silenzio e le lacrime salate ne sono state la prova.

Ylenia Fogliani, Istituto BESTA, Milano

I consigli della redazione

L'indirizzo del sito del chitarrista che ha curato la lezione-concerto che si è svolta all'istituto Besta è http://www.waltermuto.it/. Sull'oblò sono apparsi molti articoli dedicati a musicisti di ieri e di oggi, per cui ve ne forniamo l'elenco linkato: Christina Aguilera, Tim Buckley, i Cure, i Darkness, Tiziano Ferro, Francesco Guccini, P. J. Harvey, i Libertines, Elvis Presley, i Queen, i Sancto Ianne, Joe Strummer, Led Zeppelin, senza dimenticare l'ampia storia dell'heavy metal.


 

Un pomeriggio a Mediaset

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Un modo per aiutare ad aiutare: la fiera del volontariato

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Vento d'aprile: la voce della Resistenza

11 settembre: un anno dopo, insieme per ricordare e comprendere

Concorso Stregacosa??!!

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Gemellaggio a Milano: alla scoperta della pace