LA RESISTENZA CON GLI OCCHI DI CHI L'HA VISSUTA

Istituto Fabio Besta: nel mese di maggio si è tenuto un incontro dedicato alla Resistenza. Per chi non lo sapesse, è stato uno dei movimenti politici più importanti in Italia degli ultimi secoli. L'incontro è stato organizzato in modo originale e, a mio parere, incisivo. Infatti a parlare di questo argomento, sono venuti due personaggi di rilievo: uno storico, il prof. Andrea Caspani, e un partigiano che aveva partecipato al moto. Mentre lo storico ha spiegato i motivi e le conseguenze della Resistenza, il partigiano ci ha saputo raccontare la parte più avvincente, personale e coinvolgente. Ci ha infatti detto di come la sua esperienza lo avesse segnato profondamente. Quasi commosso dal racconto, ci ha confessato che nonostante tutta la sua fatica, il suo coraggio e la sua forza, l'unico segno di riconoscenza che gli è rimasta è una spilla che porta sempre con sè e che lo legherà per sempre ai suoi compagni. Dopo l'8 settembre 1943, lui e molti altri si unirono per opporsi al nazifascismo nell'ambito della guerra di liberazione italiana delle truppe tedesche. Le motivazioni furono molteplici: lotta di liberazione da un invasore straniero, insurrezione e guerra civile tra antifascisti e fascisti ed infine tentativo di rivoluzione degli stessi partigiani. La cosa impressionante è che quest'uomo aveva la nostra età quando si arruolò nell'esercito. (Per definizione i partigiani facevano parte di un esercito irregolare, impegnato a difendere il proprio territorio). Come lui, anche gli altri erano giovanissimi. In ogni sua frase c'era spunto per una riflessione personale sul nostro presente, sulla nostra generazione. Per farci comprendere meglio la durezza delle sue giornate passate su una collina a fare da guardia e costretto a nascondersi, ci ha confessato di aver mangiato per lunghissimi periodi sempre lo stesso cibo: il castagnaccio. Si dovevano accontentare di un solo panetto di pane al giorno. I suoi occhi erano lucidi e la sua voce tremava mentre cercava di spiegare, con le sue mani consumate dal tempo e dalla storia, quanta passione misero in quello che facevano. Loro ci credevano veramente. Credevano nella possibilità concreta di creare una nuova Italia libera dai tedeschi, dagli oppressori. Molti di loro morirono, e il partigiano appare ancora segnato da eventi così lontani, eppure ancora così vicini per lui. Nonostante la tragedia che ha vissuto, riusciva comunque ad essere spiritoso, cercando anche di sdrammatizzare eventi importanti. Al termine del suo discorso, è partito un applauso sincero e sentito. Un applauso a lui e a tutti i suoi compagni che hanno rischiato la vita per degli ideali, per un futuro. Proprio riguardo a questo lo storico ha voluto farci un discorso. Ci ha fatto notare come, alla fine dei conti, la storia si ripeta ciclicamente e che molto spesso siamo abituati a lamentarci per cose futili. Se settanta anni fa c'erano ragazzi come noi, pronti a morire a testa alta pur di difendere la propria patria, anche noi potremmo attivarci in questioni meno gravi, ma altrettanto importanti per noi e per il futuro della società.

Paola Alfano, Istituto BESTA, Milano

I consigli della redazione

Chi volesse approfondire il tema della Resistenza e anche dell’immediato dopoguerra può consultare i seguenti testi, una piccola parte dell’enorme bibliografia esistente sull’argomento:
Aurelio Lepre, La storia della repubblica di Mussolini, Mondadori 1999
Romolo Gobbi, Una revisione della Resistenza, Bompiani 1999
Gianni Oliva, I vinti e i liberati. 8 settembre 1943 – 25 aprile 1945, Mondadori, 1994
Gianni Oliva, La repubblica di Salò, Giunti 1997
Gianni Oliva, La resa dei conti, Mondadori, 1999
Gianni Oliva, Foibe. Le stragi negate degli italiani della Venezia Giulia e dell'Istria, Mondadori 2002
Gianni Oliva, Le tre Italie del 1943. Chi ha veramente combattuto la guerra civile, Mondadori 2004
Giampaolo Pansa, Il gladio e l'alloro. L’esercito di Salò, Mondadori 1991
Giampaolo Pansa, Il sangue dei vinti, Sperling & Kupfer 2003
Claudio Pavone, Una Guerra Civile. Saggio storico sulla moralità nella resistenza,
Bollati-Boringhieri, 1991
Claudio Pavone, Alle Origini della Repubblica
, Bollati Boringhieri 1995
Santo Peli, La Resistenza italiana, Einaudi 2004
Gian Enrico Rusconi, Resistenza e postfascismo,Il Mulino 1995
Guido Rumici, Infoibati, Mursia 2002
Per chi fosse interessato invece alla narrativa e alla memorialistica, fra la cospicua letteratura resistenziale consigliamo i romanzi di Beppe Fenoglio (Il partigiano Johnny e I ventitré giorni della città di Alba, entrambi pubblicati da Einaudi), le opere di Cesare Pavese, come La casa in collina e La luna e i falò (Einaudi), I sentieri dei nidi di ragno di Italo Calvino (sempre Einaudi), Fausto e Anna e La ragazza di Bube di Carlo Cassola (pubblicati da Mondadori), mentre per la guerra civile vista dai “ragazzi di Salò” l’opera più significativa è A cercar la bella morte di Carlo Mazzantini, uscita nel 1986 per Marsilio.
L'Istituto Besta, nel 2005, in occasione del 60° anniversario
della Liberazione, ha realizzato una serie d'incontri, a cui oltre al sig. Vegetti e al prof. Caspani haano partecipato, illustri storici e politologi come Ernesto Galli della Loggia e Gian Enrico Rusconi. I testi sono stati raccolti in un volumetto dal titolo Il vento della storia, che può essere richiest a BIblioteca, c/o Istituto Besta, via Don Calabria 16, 20132 Milano.
In rete http://www.resistenzaitaliana.it è un sito ricchissimo di materiali, anche sugli aspetti più bui della guerra civile (per es. Malga Porzus o le “foibe”), altri materiali sono sul sito http://www.novecento.org/novecento.htm, progettato e gestito dalla Commissione Didattica dell' Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia.
Un lavoro didattico, intitolato “Il tempo delle scelte: 1943-1945” e realizzato dal Liceo Grassi di Savona, si trova al seguente ’indirizzo:
http://www.liceograssi.it/storia del novecento/dossier on line.htm

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