LA
MEMORIA DEL BENE: UNA GIORNATA IN UNIVERSITA' PER FAR RIFLETTERE
I GIOVANI
Quindici novembre 2007, noi studenti della 5 B liceo del Besta
siamo stati catapultati nella realtà universitaria di Milano
per assistere ad una conferenza internazionale intitolata "Memoria
del bene e percorsi di riconciliazione" che si è tenuta
all'Università degli studi di Milano Bicocca in collaborazione
con GA.RI.WO (Gardens of the Righteous Worldwide).
Chi ha iniziato questa conferenza è stato Giorgio Grossi,
direttore del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, il quale
ha presentato gli ospiti e ha svolto una breve introduzione agli
argomenti che si sarebbero trattati nel corso della giornata; ha
parlato della società attuale come di una realtà piena
di astio e di conflitti, soprattutto fra i giovani, all'interno
della quale il compito di ognuno dovrebbe essere quello di cercare
di combattere questi conflitti e di eliminarli, partendo dalle piccole
cose come il rispetto reciproco nelle relazioni quotidiane.
"Rispondere al terrore" è stato il titolo della
parte iniziale della conferenza durante la quale la prima ospite,
Tatjana Sekulic, ha parlato delle guerre che si sono svolte in Jugoslavia
tra il 1991 e il 1999 e ha affrontato il tema "del giusto e
della responsabilità individuale nei tempi bui dell'umanità
".
Tatjana Sekulic ha spiegato come la forma democratica liberale non
solo sia possibile anche in uno stato multietnico, ma risulti anche
la migliore via per la salvaguardia delle singole nazionalità.
A seguito di tale intervento, quello su cui ognuno di noi dovrebbe
riflettere è come si viva in una realtà segnata da
nove anni di guerre, in cui la popolazione è stata decimata
e all'interno di un territorio dove il conflitto tra le differenti
etnie continua ancora; dovremmo pensare poi in che modo poter agire
per capire cosa fare e per prendere una posizione. Ciò che
occorre è l'informazione fornita da parte di terzi per capire
veramente le ragioni della guerra solo con l'informazione si può
far tornare una speranza di convivenza nonostante le differenze
e gli odi interetnici.
Il secondo tema di cui si è trattato è stato il "coraggio
civile": si può essere giusti sotto il terrore? come
si manifesta il coraggio civile in situazioni di conflitto armato?
qual è la memoria che rimane nelle comunità e nel
tempo attraverso le generazioni? Queste sono solamente alcune delle
domande alle quali si è cercato di rispondere non solo in
questa seconda parte, ma lungo tutto il corso della conferenza.
Ciò che più ci ha colpito in questa seconda parte
della conferenza è stata la storia, raccontata da Svetlana
Broz, fondatrice e direttrice di Ga.Ri.Wo. Sarajevo, di un cittadino
jugoslavo al quale venne chiesto di scegliere dieci persone da uccidere
all'interno di un gruppo etnico differente dal suo. Egli, piuttosto
che continuare a vivere sapendo di essere un omicida, decise di
farsi uccidere al posto di quelle persone: questo è il coraggio
civile, la capacità che ognuno di noi ha di scegliere da
che parte stare all'interno di un conflitto, sapendo a cosa va incontro
se si comporta in un modo piuttosto che in un altro.
Forse sono stati argomenti troppo complessi per noi giovani, che
facciamo fatica a seguire cinquanta minuti di lezione, e forse sono
stati trattati in modo troppo “adulto”, per chi ha già
una formazione universitaria, ma sicuramente ci hanno fatto condividere
alcuni aspetti di una realtà differente dalla nostra e ci
hanno fatto riflettere a fondo, facendoci capire quanto siamo fortunati
a vivere in una situazione ben diversa da quella balcanica. Soprattutto
hanno portato a chiederci dove sia il nostro coraggio civile e se
in un caso come la guerra nella ex-Jugoslavia esso verrebbe fuori
facendoci schierare dalla parte del "bene".
A conclusione della giornata, dopo una tavola rotonda con docenti
di varie discipline, che hanno analizzato il tema sotto diversi
punti di vista, abbiamo avuto il piacere di assistere a un pezzo
teatrale che ha rievocato la tragedia della Shoah avvenuta durante
la Seconda guerra mondiale.
L’attrice, Paola Bigatto, ha conquistato la nostra attenzione
mettendo in scena un monologo tratto dalla Banalità del male,
in cui la filosofa Hannah Arendt ha raccontato il processo al quale
venne sottoposto dopo la guerra uno dei maggiori responsabili della
“soluzione finale”: l’ufficiale delle SS Adolf
Eichmann.
La rappresentazione, che è durata circa un’ora, è
stata estremamente coinvolgente e l’attrice, con la sua bravura,
è riuscita a concentrare la nostra attenzione sulla scena,
mentre ci mostrava un lato della storia che non sempre trova il
suo spazio a scuola.
Alice Gherri, Caterina Frigerio e Giulia Magagnoli,
Istituto BESTA, Milano
I CONSIGLI DELLA REDAZIONE
Per maggiori informazioni si possono consultare i seguenti
siti:
-http://www.gariwo.net:
è il sito del Comitato promotore della Foresta dei Giusti
che intende impegnarsi per mantenere vivo il loro ricordo attraverso
la creazione di luoghi della memoria ove vengono piantati alberi
simbolicamente riferiti agli atti di bene compiuti da coloro che,
di fronte al male, in particolari situazioni storiche, non hanno
voluto rinunciare alla propria dignità e umanità.
-http://contemporanea.altervista.org/nazionalismi/ex-jugoslavia.shtm:
contiene la storia dell'ex-Jugoslavia, dalla morte di Tito fino
all'intervento della NATO nel Kosovo.
-http://www.liceoquadri.it/exjugo/exjugo.htm:
cronologia dei fatti storici avvenuti nel territorio dell'ex-Jugoslavia
a partire dal VI secolo fino ai giorni nostri. Offre inoltre un'ampia
bibliografia, cronologia e lessico, mappe e foto.
-http://www.unilibro.it/find_buy/findresult/libreria/prodotto-libro/argomento-guerra_della_ex_jugoslavia_.htm:
si può trovare una bibliografia relativa al tema accompagnata
da schede essenziali di ogni testo.
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