LO STERMINIO DEGLI EBREI: UNA TRAGEDIA DA NON DIMENTICARE

In preparazione della “giornata della memoria” la nostra scuola ha avuto la fortuna di ospitare per pochi giorni una mostra “itinerante”sulla tragedia della Shoah. Sotto la supervisione della dottoressa Maria Pia Bernicchia, che si occupa di diffondere all’interno delle scuole questa iniziativa, abbiamo allestito all’interno di un’aula un percorso storico, che portava gli studenti a conoscere e ad emozionarsi ascoltando la storia di 20 bambini che, risparmiati dalle camere a gas, destino che al contrario toccava a tutti i bambini, agli anziani e alla maggior parte delle donne, vennero utilizzati per esperimenti scientifici sulla tubercolosi nella scuola di Bullenhuser Damm, nei pressi di Amburgo.
L’otto gennaio si è poi tenuto a scuola l’incontro con la dottoressa Bernicchia che ci ha raccontato la storia dei bambini e ci ha illustrato il contesto storico: di come Hitler abbia deciso, così a tavolino, di sbarazzarsi di tutti gli ebrei, di come siano stati prima emarginati dalla società e successivamente deportati nei campi di sterminio, di come questi venti bambini siano stati rubati dalle braccia di mamma e papà e condannati nella baracca numero 11, di come furono ingannati e infine uccisi.
La sua chiarezza nell’esporre ci ha lasciate veramente senza parole. Al contrario di altri, non ha usato dei paroloni, ma un linguaggio estremamente efficace nella sua semplicità. Abbiamo cercato di ascoltarla con le orecchie ma di capirla con il cuore: perché è proprio lì che andava a colpire.
E dobbiamo confessare che trattenere le lacrime è stato alquanto difficile. La sua abilità nel descrivere quei mostruosi personaggi, quei poveri bambini in quell’ambiente così duro e crudo, è stata talmente evocativa che ci sembrava di averli vicino a noi.
In quel momento non abbiamo potuto far altro che ammirare le poche persone che sono tuttora in vita: per il coraggio che hanno ad aprire gli occhi ogni mattina e per quanto sopportano il peso del fardello che si portano nell’anima: ecco, loro sono gli eroi.
L’esperienza della presentazione della mostra della Shoah è stata per noi sicuramente positiva, perché ci ha coinvolto in prima persona, sia nello straordinario incontro di preparazione con la dottoressa Bernicchia, sia nell’allestimento dei pannelli.
Siamo state contente della partecipazione delle varie classi a cui abbiamo fatto da guida e dell’interesse che hanno mostrato verso l’argomento, confermato dalla vendita del libro che ha ispirato la mostra e il cui ricavato andrà in beneficenza.
Speriamo che vengano organizzate altre iniziative del genere poiché sono il modo con il quale possiamo venire in contatto con storie, come quella dei bambini di Bullenhuser Damm, che dovrebbero insegnare e farci riflettere.
La mostra è stata questo per noi che l’abbiamo presentata, poiché a ogni giro di presentazione lo sguardo si soffermava sulle fotografie dei bambini, inizialmente accompagnato da un sentimento di tristezza e rabbia, successivamente da quello di speranza in una società migliore che protegga i bambini e sia in grado di garantire loro diritti in qualsiasi parte del mondo.
Per noi la mostra rimane un segno nella memoria e nel cuore che di certo sarà impossibile rimuovere, perché l’unico modo per assicurarsi che una tragedia del genere non capiti mai più è ricordarla in tutto il suo orrore.
Recentemente è uscito un bellissimo film ungherese che narra la storia di un quattordicenne ebreo che cerca di salvarsi dall’atrocità dei campi di concentramento con l’obbedienza agli ordini e il rispetto delle regole, ma quando gli americani lo liberano non è più lo stesso, ormai è un vecchio quindicenne sfiduciato e senza futuro.
La storia è tratta dal romanzo autobiografico di Imre Kertész, il quale a proposito della Shoah ha detto:
“Il problema di Auschwitz non è tanto quello di metterci una pietra sopra, di conservarne la memoria o di relegarlo nei meandri della storia, di costruire un monumento per commemorare i milioni di morti. Il vero problema di Auschwitz è il fatto stesso che sia successo, che sia esistito, e questo è un fatto che non può essere in alcun modo modificato.”


Caterina Frigerio, Giulia Magagnoli, Camilla Mangiagalli, Istituto BESTA, Milano

I CONSIGLI DELLA REDAZIONE

"Chi vuole vedere la mamma faccia un passo avanti" I 20 bambini di Bullenhunser Damm. Una carezza per la memoria a cura di Maria Pia Bernicchia è pubblicato da Proedi
(http://www.proedieditore.it) e costa 12 euro.

Vi suggeriamo alcune letture sulla Shoah e sui bambini:
-Il diario di Anna Frank edito da Einaudi
-L'amico ritrovato di Fred Uhlman, Feltrinelli
-Anni d'infanzia di Jona Oberski, Giuntina
-Chi ti ama così di Edith Bruck, Marsilio
-Il ghetto di Varsavia Diario (1939-1944) di Mary Berg, Einaudi
Ecco, infine, alcune indicazioni, oltre al già citato sito della Proedi, per una ricerca in rete:
-http://www.olokaustos.org
-http://www.italya.net/shoa/shoa.htm
-http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/deportazioneguida.htm
-http://www.smerillo.com/bamby/Terezin.htm

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