IL GENOCIDIO DEGLI ARMENI

Sono davvero contenta delle conferenze che sta organizzando la nostra scuola: credo siano un ottimo spunto di riflessione. Spesso noi liceali siamo tentati a studiare superficialmente. Questo secondo me accade non tanto per un disinteresse, ma più che altro per due motivi prinicipali: innanzi tutto per motivi strettamente pratici, ovvero trovandoci sulla scrivania tre o quattro libri da aprire, ci poniamo una domanda del genere “mi concentro intensamente su vita, morte e miracoli di Garibaldi, però beccandomi un bel 4 nelle disequazioni, in Hegel e in Tocqueville? Oppure di Garibaldi studio solo vita e morte (senza miracoli) e punto almeno alla sufficienza anche in tutte le altre materie?”. Ecco, la risposta ovviamente è la seconda. Un altro motivo per cui accade questo studio pressapochista e frettoloso, è la mancanza di stimoli e di esperienze concrete, ed è proprio per questo che ritengo utilissimi degli incontri con esperti in specifici argomenti, e soprattutto con persone che hanno vissuto in prima persona determinate situazioni.
Ecco, una conferenza che mi ha davvero colpita è stata quella sul genocidio degli armeni, presentata da una signora sì minuta e con un tono di voce pacato rispetto alla confusione e al brusio che invadeva l’aula, ma di una dignità disarmante. Io sono convinta di una cosa: che quei pochi che hanno iniziato ad ascoltare le sue parole, poi non si sono più fatti distrarre da niente e nessuno. Quella vocina così incisiva, quelle parole tanto taglienti erano ben più efficaci di qualsiasi vocione (magari amplificato da un microfono). Quella signora ha saputo ‘ipnotizzare’ non molti ragazzi, ma scommetto che quei pochi sono stati toccati davvero nella coscienza e nel cuore. E non è poco...
Quella donnina così determinata ci raccontava prima con pathos, poi con rabbia, poi con nostalgia, poi con infinita tristezza le atrocità che hanno subito i suoi parenti dai turchi. Solo perchè armeni, quindi cristiani.. e non musulmani. Dicevamo atrocità... sì perchè di atrocità si è trattato.
É veramente sconfortante dover fare i conti con la brutalità degli uomini; spesso usiamo dei sillogismi per definire i comportamenti umani, ma non ci rendiamo conto di quanto siano sbagliati: dire che un uomo si comporta come una bestia è un’ offesa per tutti gli animali, perchè mentre l’animale si accontenta di uccidere solo ciò che gli serve per nutrirsi, l’uomo distrugge e si impossessa di tutto ciò che può dalle sue vittime, anche di quello che non gli serve per motivi spesso ideologici, religiosi e soprattutto credo per un’invidia malsana.
Così è accaduto agli inizi del ventesimo secolo un pò in tutto il mondo, e anche in un paese ad appena duemila kilometri dalla nostra penisola: la Turchia, quel paese che ha sempre negato ogni coinvolgimento nella strage dove vennero uccisi 1,5 milioni di armeni cristiani, quel paese che nonostante l'abolizione della pena di morte e la garanzia dei diritti linguistici delle minoranze, deve ancora compiere miglioramenti decisivi per raggiungere appieno il livello dei diritti civili richiesti dall'Ue, quel paese dove la piena libertà religiosa è un problema, tanto che le comunità religiose non islamiche non hanno ancora alcun riconoscimento giuridico ufficiale, quel paese che non riesce a superare i suoi integralismi e nazionalismi, e che ha cercato solo di migliorarsi economicamente, pensando fosse sufficiente per definirsi ‘paese occidentale’.
Nell'estate del 2004 sono stata in Turchia, ospitata da una gentilissima famiglia locale. Ho avuto la fortuna di visitare Istanbul, una bella città, ed entrare in contatto con la cultura, la mentalità di ragazzi e adulti, con cui ho parlato e discusso di tutto, dall’attualità agli argomenti meno ‘impegnativi’.. e solo ora mi sto rendendo conto di un fatto terribile: nessuno mi ha mai anche solo lontanamente accennato ad un possibile errore del governo turco verso ciò che è accaduto un secolo fa.
Rimango perplessa sapendo che uno Stato che miri ad entrare nell’Unione Europea, e quindi democratica, non si prenda le sue resposabilità. Mi spiace per tutti quei giovani turchi che aspirano alla vera libertà, ma personalmente non riesco ad immaginare tra i membri dell’UE un paese che è guidato da un autentico fondamentalista, che si avvicina sempre più alle teocrazie islamiche. Non possiamo chiudere gli occhi davanti a questi orrendi crimini, che siano commessi nella lontana Uganda o dietro l’angolo di casa nostra. Gli uomini, di qualunque etnia, religione o cultura siano, non possono avere il diritto di uccidere e sterminare altri loro simili.
Io proprio non posso concepire simili barbarie; la mia mentalità sarà pur limitata ma non riesco a comprendere i motivi di tale disumanità e inciviltà.
Com’è possibile che una Nazione di punto in bianco decida di annietare un’intera etnia, senza un briciolo di pietà, solo perchè cristiana o perchè considerata un ostacolo alla formazione di un impero? E com’è possibile poi tirarsi indietro, offuscare le coscienze di tutti i suoi cittadini, negando tutto?
Siamo esseri umani: sbagliamo, ma la nostra razionalità dovrebbe portarci ad assumere le nostre responsabilità.
Quando sui libri di storia degli studenti turchi comparirà il genocidio armeno, quando il governo finalmente lo riconoscerà e adotterà un sistema più democratico, allora forse si potrà pensare alla sua entrata nell’Unione Europea. Prima no. Non mi voglio ritrovare con un paese fondamentalista e che continua ostinatamente ad offendere un milione e mezzo di persone trucidate e le loro famiglie girando le spalle alle torture e alle sofferenze che hanno dovuto subire.

Giulia Collivadino, Istituto BESTA, Milano

I CONSIGLI DELLA REDAZIONE

Per maggiori informazioni a proposito del genocidio degli armeni si possono consultare i seguenti siti:
-
http://www.zadigweb.it/amis/ric.asp?id=4 : il sito del "Museo virtuale delle Intolleranze e degli Stermini" contiene un ampio approfondimento sul genocidio armeno, analizzato in tutti i suoi aspetti, storici e attuali.
- http://www.zatik.com/: l'Associazione di Amicizia Italo-Armena contiene gli indirizzi delle associazioni armene, notizie di storia e cultura, sezioni dedicate alla musica, al cinema, all'architettura, una bibliografia sul tema e una serie di contributi sul genocidio armeno.
- http://www.comunitaarmena.it/: nel sito della comunità armena di Roma si trovano notizie sull'attività della comunità, cenni storici relativi al popolo armeno e alla sua presenza in Italia e una serie di utili link di vario genere.
- http://www.gariwo.net: il sito del "Comitato per la Foresta dei Giusti tratta ampiamente il genocidio armeno e offre, tra i suoi percorsi didattici, "La figura del giusto nel genocidio armeno" e, all'interno della sezione "mostre", la versione on line della mostra "La Memoria è il Futuro. Testimoni e Giusti nel Genocidio Armeno".
Consigliamo inoltre i seguenti titoli:
- Storia del genocidio armeno di Vahakn N. Dadrian,Guerini e Associati, 35 euro
-
Metz Yeghérn- breve storia del genocidio degli Armeni di Claude Mutafian, Guerini e Associati, 8 euro.
-
Diario di Varvar, una bambina scampata al genocidio degli armeni, a cura di Alice Tachdjian Polgrossi, editore Sperling/Frassinelli Paperback, 9,20 euro.
-
La masseria delle allodole di Antonia Arslan, editore Rizzoli, 15 euro. Da questo libro è stato anche tratto l'omonimo film, La masseria delle allodole di Paolo e Vittorio Taviani.
- I quaranta giorni del Mussa Dagh di Franz Werfel, editore Corbaccio, 28 euro.

 

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