IL GENOCIDIO ARMENO: MEMORIE DI HERANUSH

Nel periodo della Giornata della Memoria, in ricordo della Shah, e del Giorno del Ricordo, in memoria delle Foibe e dell’esodo degli italiani da Istria, Venezia Giulia e Dalmazia, la scuola ha ricordato il primo genocidio del XX secolo, quello armeno, e ho avuto così modo di assistere alla rappresentazione teatrale “Heranush, mia nonna” (tratto dall’omonimo libro di Ferihe Cetin, scrittrice turca che racconta la scoperta delle sue radici armene attraverso il rapporto con la nonna), proposto dall’attrice Lieselotte Zucca e dall’autore della riduzione teatrale, Francesco di Maggio).
Si tratta di un monologo (della durata complessiva di un’ora) drammatico, commovente ed appassionato, che racconta la triste storia di una bambina armena (reduce dello sterminio avvenuto nel 1915) che viene adottata da una famiglia turca e costretta a cambiare nome, identità e vita. Quando questa bambina sarà nonna deciderà, con grande coraggio e rammarico, di raccontare il suo passato alla nipote incredula.
La rappresentazione è un susseguirsi di dialoghi in prima persona e piccoli intervalli musicali, evocativi quanto belli. Vi sono momenti narrativi che rendono l’idea del dramma, ma senza calcare la mano, sulle brutali modalità e trattamenti dello sterminio. Non è una volgare rappresentazione di violenza o efferatezza, bensì vuole indurci a una riflessione sulla necessità di un mondo unito senza discriminazioni e ingiustizie.
Molto importante credo sia l’introduzione allo spettacolo ed i commenti generali in cui vengono citate più dettagliatamente le tappe storiche di questo triste capitolo della storia che, purtroppo, sembra essere passato sotto silenzio rispetto ad altri (non meno terribili) episodi di discriminazione. Credo che sia importante il lavoro di sensibilizzazione compiuto dalla compagnia teatrale; certe volte bisogna andare oltre le fredde informazioni storiche e addentrarsi più a fondo nei drammi umani, drammi con cui il popolo armeno è costretto tuttora a fare i conti poiché il governo turco non ha ancora riconosciuto d’aver compiuto le stragi.
Il messaggio è chiaro: non possiamo permettere di far infrangere la memoria dei nostri innocenti, non possiamo far sì che il silenzio dilaghi fra le nazioni. Come sempre, la storia insegna, ma non ha scolari.

Samuele Boni, Istituto Besta, Milano

I consigli della redazione:

Per maggiori informazioni a proposito del genocidio degli armeni si possono consultare i seguenti siti:
-
http://www.zadigweb.it/amis/ric.asp?id=4 : il sito del "Museo virtuale delle Intolleranze e degli Stermini" contiene un ampio approfondimento sul genocidio armeno, analizzato in tutti i suoi aspetti, storici e attuali.
- http://www.zatik.com/: l'Associazione di Amicizia Italo-Armena contiene gli indirizzi delle associazioni armene, notizie di storia e cultura, sezioni dedicate alla musica, al cinema, all'architettura, una bibliografia sul tema e una serie di contributi sul genocidio armeno.
- http://www.comunitaarmena.it/: nel sito della comunità armena di Roma si trovano notizie sull'attività della comunità, cenni storici relativi al popolo armeno e alla sua presenza in Italia e una serie di utili link di vario genere.
- http://www.gariwo.net: il sito del "Comitato per la Foresta dei Giusti tratta ampiamente il genocidio armeno e offre, tra i suoi percorsi didattici, "La figura del giusto nel genocidio armeno" e, all'interno della sezione "mostre", la versione on line della mostra "La Memoria è il Futuro. Testimoni e Giusti nel Genocidio Armeno".
Consigliamo inoltre i seguenti titoli:
- Storia del genocidio armeno di Vahakn N. Dadrian,Guerini e Associati, 35 euro
-
Metz Yeghérn- breve storia del genocidio degli Armeni di Claude Mutafian, Guerini e Associati, 8 euro.
-
Diario di Varvar, una bambina scampata al genocidio degli armeni, a cura di Alice Tachdjian Polgrossi, editore Sperling/Frassinelli Paperback, 9,20 euro.
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La masseria delle allodole di Antonia Arslan, editore Rizzoli, 15 euro. Da questo libro è stato anche tratto l'omonimo film, La masseria delle allodole di Paolo e Vittorio Taviani.
- I quaranta giorni del Mussa Dagh di Franz Werfel, editore Corbaccio, 28 euro.
...E il libro da cui è tratto lo spettacolo è:
Heranush, mia nonna di Fethiye Cetin, editore Alet, 12 euro.

 

 

 

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