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FRA VIGNETI E ABBAZIE: ALLA SCOPERTA DELLA
BORGOGNA
Viaggi d'istruzione o gite scolastiche, momenti di
cultura e svago, sono ciò che la maggior parte degli studenti
d'ogni tipo di scuola aspetta sin dall'inizio dell'anno: le "gite"
diventano l'argomento principale nelle serate con gli amici e già
agli inizi di settembre si cominciano a progettare e a sognare.
Quest'anno la mia classe, accompagnata da altre due, ha deciso di
scegliere come meta la Borgogna, un viaggio alla scoperta di un
grande patrimonio artistico, della natura e anche del buon vino!
Perché sì, per noi giovani "cittadini" (abituati
al tran tran della città, allo smog e al cemento) l'impatto
con immense distese verdi e animali al pascolo è stato abbastanza
forte.
Finalmente è arrivato il giorno della partenza... davanti
alla scuola alle sette del mattino, tra visi ancora assonnati ma
molto eccitati... e poi l'arrivo a Digione nel tardo pomeriggio,
dopo un viaggio molto lungo, ma anche divertente.
Sono stati in ogni caso giorni intensi, nei quali abbiamo girato
la Borgogna in lungo e in largo, fra abbazie, musei e chiese.
Il primo giorno, dopo una piccola sosta in albergo, ci siamo subito
avventurate per le vie della città: e la sera il gran finale,
tutte fuori a divertirci. Non credo che ci voglia molta fantasia
per immaginare i nostri volti sconvolti al pensiero di dover affrontare
una giornata di musei la mattina seguente.
Alle nove del mattino eravamo però già tutte a far
colazione, abbastanza incuriosite dai famosi croissantes e baguettes,
di cui tanto avevamo sentito parlare; ma credo che la passeggiata
fino al Palazzo dei Duchi abbia sicuramente contribuito a risvegliarci
completamente, dandoci la possibilità di capire quello che
stavamo osservando.
Il terzo e il quarto giorno sono stati senza dubbio i giorni più
intensi, dall'abbazia di Fontenay, dichiarata patrimonio mondiale
dall'Unesco, alla basilica della Madeleine di Vézelay anch'essa
patrimonio dell'umanità.
Poi, la visita a parer mio più interessante e che personalmente
mi ha colpito maggiormente, l'Hôtel-Dieu di Beaune del XV
secolo. Ciò che, come ho già detto prima, ha colpito
me ma credo anche i miei compagni, sono state le distese d'erba
che riportavano tutti noi indietro nel tempo, quando le nuove tecnologie
come cellulari e computer erano sconosciute. Ma
in quelle grandi oasi verdi, dove gli animali "scorazzano"
allo stato brado, tutto lo stress cittadino svanisce come per miracolo.
Infine, come tutti i viaggi, anche la nostra avventura è
giunta al termine, l'abbazia di Cluny e la "cappella dei monaci"
di Berzé-la-Ville sono state le ultime due visite prima del
nostro ritorno a casa.
È stato un viaggio che ha arricchito il nostro bagaglio culturale,
che ci ha portato a confrontarci con altre culture, a adeguarci
a un'altra cucina (questo con molta difficoltà!), ma che
ci ha permesso allo stesso tempo di poter sfruttare le conoscenze
linguistiche, acquisite in questi anni scolastici.
Ma, cosa più importante, questo viaggio ci ha permesso di
istaurare rapporti più profondi con i nostri compagni e con
i tre professori che ci hanno accompagnato.
Eleonora Severino, I.T.C. BESTA, Milano
I consigli della redazione:
A chi volesse preparare un viaggio in Borgogna suggeriamo di
consultare il sito http://www.bourgogne-tourisme.com/:
offre una prima panoramica delle bellezze straordinarie di questa
regione, nonché una serie di indicazioni utili per organizzare
il vostro soggiorno.
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