PARIGI: FRA ARTE E POESIA,
STORIA E CULTURA
PARIGI… chi di noi non è rimasto affascinato da questa
città almeno una volta, solamente guardando un filmato o
più semplicemente una cartolina.
Parigi è da sempre la città del romanticismo, il nido
dei più grandi artisti del mondo, uno dei simboli dell’intelligenza
umana.
È forse per uno di questi motivi, che la mia classe quest’anno
ha deciso di effettuare la gita o, come preferiscono i professori,
il viaggio d’istruzione in questa splendida città,
per celebrare in modo emblematico la conclusione di cinque lunghi
anni trascorsi insieme tra alti e bassi.
È proprio il 21 marzo, in una fredda serata che un gruppo
di giovani studentesse elettrizzate e curiose è partito dalla
Stazione Centrale di Milano alla volta della Gare de Bercy. La mattina
seguente eravamo tutte stanche, ma la stanchezza non era abbastanza
per poter superare la nostra voglia di vedere… gli occhi della
maggior parte di noi brillavano di una luce particolare, quella
luce che testimonia la voglia di conoscere e di ammirare.
Fra bagagli, metropolitane ma soprattutto scale, siamo giunte nel
luogo che avrebbe fatto da cornice ai nostri sogni in quella settimana,
rue Chateau d’eau. Sinceramente l’albergo e il quartiere
in cui abbiamo soggiornato non era dei migliori, ma le opere d’arte
che i nostri occhi hanno potuto ammirare hanno compensato il tutto.
Notre Dame de Paris è stata una delle prime cose che abbiamo
visto, non credo di poter scrivere su un foglio di carta le emozioni
che abbiamo provato, ma all’uscita dalla cattedrale una ”splendida”
sorpresa ci ha accolto, un breve acquazzone e il nostro abbigliamento
molto primaverile ha testimoniato la più viva sorpresa.
Dai colori e dalle luci del Louvre, dove tutte si sono fermate ad
ammirare l’ormai famosissimo sorriso della Gioconda, al lusso
estremo della reggia di Versailles, dove solo le più temerarie
del gruppo hanno avuto la forza di affrontare una piccola parte
dell’immenso giardino della dimora del vecchio Re Sole.
Ma come si può andare a Parigi e non salire sul simbolo della
città, la Tour Eiffel? Credo che sia impossibile, perché
salire sulla Tour Eiffel, ammirare la “ville de l’amour”
da circa 300 metri è meraviglioso, ma soprattutto indimenticabile.
Abbiamo visitato tantissimi posti, ma il tempo è stato nostro
nemico e non ci ha permesso di ammirare tutto.
Ma come ogni italiano che si reca all’estero e che di qualcosa
si deve lamentare, noi non siamo state certo da meno, ciò
che più c’è mancato, come chiunque può
ben immaginare, è stato il nostro mitico piatto di pasta,
unico al mondo.
Il profumo delizioso delle famosissime crêpes ha un po’
annebbiato il ricordo culinario. Infine, i crampi ai piedi per le
lunghe passeggiate, o meglio marce senza sosta, che solo un temerario
come il Prof Zara poteva affrontar senza nessun lamento, hanno distrutto
la gran parte di noi.
Credo di poter dire a nome di tutta la mia classe, che sia stata
una gita favolosa, le passeggiate lungo la Senna, i monumenti, le
serate trascorse in camera e perfino il BONGIORNO del nostro albergatore,
rimarranno per sempre dentro di noi come un’esperienza che
ha arricchito senza dubbio il bagaglio di tutte.
Eleonora Severino (fotografie di Irene Esposito),
Istituto BESTA, Milano
I CONSIGLI DELLA REDAZIONE
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